Si lavora per vivere, non si vive per lavorare

Tempo di bilanci, Rlieh ha compiuto 10 anni + 1, ha perso un apostrofo, acquisito un template per ora gradevole e funzionale. I suoi cittadini sono cresciuti, maturati, si sono sparsi per il mondo ed hanno generato prole!

 

Qualche pezzo si è perso ahimè per strada, c’est la vie. Ma quel che rimane resiste e migliora. E parlando di miglioramento perchè non parlare dell’aspetto lavorativo?

Ho perso il conto dei colloqui che ho sostenuto, di quelli andati bene e di quelli andati male. In dieci anni ho lavorato per 5 aziende, e ricevuto offerte per una decina. Mi sono trovato a “fuggire” da alcune realtà in cui la situazione mi sembrava pericolosa (il mio record non è un mese e mezzo ma ben due ore e sono già passati 10 anni… il tempo vola in effetti).

Quello che vi narro è una piccola vicenda di vita abbastanza “normale”.

Sono stato “gabbato”, preso in giro è forse esgaerato. Mi era stato offerto dell’oro, ma sotto sotto sotto c’era solo una bella quantità di feci piroclastiche. A volte capita, se non passate periodi tranquilli, che ogni possibile distrazione possa sembrare un miraggio nel deserto. Diciamo che sono scivolato, ma ho ritrovato l’equilibrio abbastanza in fretta. Fortuna? No la fortuna non esiste e neanche i miracoli.

Non mi trovavo male nel posto dove lavoravo prima, ma mi sentivo un po’ bloccato professionalmente. Mi è stata proposta, perchè sono stato contatto direttamente, una posizione che sulla carta offriva molti spunti interessanti. Ma come dicevo prima, non è mai tutto oro quel che luccica in ambito lavorativo.

L’ostinarmi al non ridurmi al mero lamento genovese, di chi si lamenta e non fa mai niente, mi ha portato a valutare male e troppo in fretta. Ma mi è servito di lezione per riflettere su molti aspetti, in primis quello lavorativo.

Tornando al titolo di questo post, cosa voglio intendere? In primo luogo che il lavoro non deve mai precludere altre attività a cui tenete, che non deve stravolgere la vostra vita e che soprattutto ti deve permettere di dormire, mangiare e farti i cazzi tuoi in pausa. Non esiste prezzo per farsi venire il sangue marcio.

In secondo luogo: valutate bene chi vi offre un lavoro e chi ha troppa fretta nell’assurmervi. Si ci sono casi in cui una azienda si possa trovare nella merda perchè una persona se ne è andata. Ma pensandoci meglio, se una azienda ha dato così tanta responsabilità ad una sola figura qualche problema sotto sotto ci deve stare. E anche restando in buona fede, vi dovrete sobbarcare qualche pesante eredità.

In terzo luogo non accettate mai una pianificazione di un lavoro da parte di chi (colleghi in primis) non sa di cosa si stia parlando.

Non fate mai call telefoniche e nemmeno prendete permesso per qualche riunione prima di avere finito il vostro periodo di preavviso. Se avete firmato un contratto iniziate a lavorare il giorno scritto nel contratto.

Alcuni punti che avevo già probabilmente illustrato ma che mi fa piacere ribadire:

  • se vi dovete trasferire all’estero: relocation plan obbligatorio, non vi provate a spostare di nazione se non vi rimborsano almeno un mese di alloggio
  • dettate voi gli orari a cui potete essere chiamati (e scriveteli pure sul curriculum)
  • aggiornate il curriculum, è parte di voi ; fatelo snello e conciso, vi faranno i complimenti
  • ogni 3 mesi imparate o studiatevi qualcosa che non utilizzate per lavoro (un linguaggio, un framework, una poesia aiku…)
  • non vi fidate mai di chi vende aria fritta: valutate quali siano i punti di forza di chi vi offre un lavoro, i punti deboli, i clienti ed i fornitori
  • controllate per quanto possibile la storia dell’azienda in questione

Combattete le vostre paure, i vostri difetti e le vostre abitudini. Fottetevene delle reazioni degli altri se vi urtano, ricordatevi che anche i nani si incazzano, soprattutto se sono nel giusto.

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abdul

Abdul Alhazared, a.k.a. Al Azif, ha circa 1000 anni e gironzola su vari piani dell'esistenza. Dopo aver scritto il Necronomicon si è dedicato alla tecnologia e alla scienza, muovendosi di tanto in tanto in Europa.

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