Expat to Malta – parte 1

Resoconto della prima settimana da expat-riato, emigrato, autoesportato in quel piccolo arcipelago che si trova nel mediterraneo, poco sotto la Sicilia.

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Premessa: le vicende che mi hanno portato qua, ovvero la selezione, le interviste, i test ma soprattutto le motivazioni per cui abbia fatto tale scelta si sono svolte in lasso di tempo abbastanza breve ma al contempo molto intenso.

Un po’ perché quando lavori per una azienda di consulenza IT (una delle più note) i ritmi, il carico di lavoro e il dover gestire il cliente giorno per giorno limitano moltissimo gli spazi di riflessione, l’analisi dei rischi a cui potrai andare incontro. Non riesci mai a prevedere tutto quello che accadrà dal momento che ti licenzi nel tuo paese e decidi di trasferirti in un altro, o almeno, io non ci sono riuscito :)

Ad un certo punto fai un bilancio di quello che hai, che puoi avere nel breve-medio termine e cosa speri di ottenere in futuro. Valuti e se poi hai un po’ di spirito di intraprendenza ti butti essendo ben conscio che dovrai fare molti sacrifici.

Due punti da dire sul precedente lavoro nel campo della consulenza. A differenza di 4 anni fa ho trovato un ambiente molto più positivo, un team che è cresciuto nel tempo invece che diminuire, ma soprattutto l’apprezzamento professionale sia dei manager che del cliente stesso.

A differenza di quando ero a Genova, dove nel momento in cui dai le dimissioni la prima cosa che fanno è cercare di farti sentire in colpa per la tua scelta, quando si ha a che fare con dei professionisti ottieni reazioni molto diverse.

Ma tornando alla mia prima settimana qua a Malta cosa posso dire per il momento?

Come è banale da intendere una cosa è fare il turista in un paese (cosa che ho fatto lo scorso anno) una cosa è avere a che fare con burocrazia, servizi, lavoro, trasporti nel day-by-day.

Innanzi tutto nella prima settimana il mio primo pensiero era trovare un alloggio più stabile della stanza in affitto in cui sto in questo momento. Le agenzia immobiliari maltesi ti cercano di propinare il primo appartamento disponibile senza darti il tempo di verificare a fondo ogni dettaglio, nel mio caso mi interessava avere un’abitazione non troppo lontana dal lavoro. Molti agenti non hanno una licenza (qua non è obbligatoria) ma soprattutto i vincoli legali sia per chi affitta che per chi fa da intermediario sono molto pochi. Per finire nonostante inglese e maltese siano le lingue ufficiali, tra di loro gli autoctoni parlano in maltese soprattutto quando non voglio farsi capire dagli stranieri.

Alla fine ho trovato una casa con tutto ciò che mi interessava: ammobiliata, a meno di 20 minuti dall’ufficio e, cosa che non fa schifo, a due passi dalla spiaggia.

Caw (si legge ciao)

 

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