“Asia can’t wait” – Viaggio ad Hong Kong, il Porto Profumato (prima parte)

Diario ed esperienze del mio primo viaggio in Oriente. Mete prefissate erano Hong Kong e Macau, il tutto in una settimana.

Questo primo articolo descriverà alcune delle impressioni che ho avuto a caldo sulle usanze e sui costumi dell’oriente.

Hong Kong Bus A11 - Airport -> Victoria Park
Hong Kong Bus A11 – Airport -> Victoria Park

Il clima

Appena esci dall’aeroporto, senti un umido quasi tropicale. Non è un caldo opprimente, ma non si percepisce quasi mai una piccola bava d’aria. Le piogge frequenti arrivano all’improvviso, ma gli autoctoni sono molto attrezzati hanno una app che li informa un’ora prima delle perturbazioni: e non sbaglia mai.

Il “contesto” geo-sociale

La prima cosa che colpisce è che Hong Kong è una città molto viva, non esiste un momento della giornata in cui ci sia silenzio. Le luci dei negozi aperti o meno di notte, sono sempre vivaci ed accese. La classica insegna rossa che si affaccia sulle strade illumina allegramente i viali.

Hong Kong Cargo Harbour

Hong Kong si è sviluppata su tre isole principali: Lantau (dove risiede l’attuale aeroporto), Kowloon e Hong Kong Sud. Tutte collegate da strada, autostrada, treno e ferryboat. Da Lantau ho raggiunto in serata il centro passando per quello che è forse uno se non il più importante porto del mondo. Prima noti infiniti container, il mare, le barche e poi gli enormi grattacieli tanto famosi della skyline.

Il bilinguismo è presente su quasi tutte le insegne stradali e nella maggior parte di negozi e centri commerciali. La popolazione parla il cantonese e in quanto ex colonia britannica, l’inglese. Ho trovato come trovai a Malta che la conoscenza della lingua inglese non è proprio così data per scontata, soprattutto dopo il 1997 probabilmente. Chi non ha ricevuto un certo livello di istruzione conosce solo il cantonese.

Come dicevo, essendo una delle aree più popolate al mondo non esiste un singolo posto in cui non vedrete persone camminare, lavorare, mangiare o andare a lavoro… ma tutti in maniera ordinata. Questo aspetto che credo sia stato un passaggio fisiologico per poter coesistere evitando il caos è uno dei fattori che penso ci distingua di più dai cittadini del sollevante.

Scendi le scale e per terra vedi a sinistra una freccia che va verso il basso ed una a destra che va verso l’alto. Sali le scale mobili e tutti tengono la manina attaccata a destra, ci sta un cartello che lo consiglia. Sul pavimento della banchina della metro ci sono delle frecce per disporsi ai lati in attesa di entrare e delle frecce per chi deve uscire. Nessuno sgarra mai. Sono tutti quanti ordinati in ogni contesto. 

I primi grattacieli che si notano

Quando paghi in un locale o negozio ti porgono il resto e lo scontrino come se stessero omaggiando una divinità, però è normale sentire digerire rumorosamente donne e uomini per la strada o in un ristorante. Ti trovi a passeggiare uno ti guarda ed emette un poderoso rutto alla Barney Gumble  che ti lascia esterrefatto le prime volte.

E’ proibito fumare in molti luoghi, non solo all’interno dei locali chiusi. Non si può fumare presso le fermate dei mezzi pubblici ne tanto meno in auto. Risultato? Non si vede una singola cicca per terra, particolare che ho notato invece appena rientrato in Italia. Provate a guardare per terra e troverete cicche ovunque dalle nostre parti.

La popolazione cinese è molto variegata, persone di media e alta statura. Pochi occidentali (europei per lo più) e pochissimi medio orientali o nordafricani. Ho invece trovato una enormità di filippini, soprattutto donne emigrate qua per lavoro.

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