Brackets

Un catchy name che non facilita le ricerca di informazioni su Google lo ammetto, ma questo editor di testo (gratuito e in licenza MIT) offre delle feature veramente interessanti.

Simile a Sublime Text nella UI/UX e sotto alcuni aspetti è anche meglio:

 

Quando si seleziona una parte di testo, digitando un carattere subito dopo l’editor “wrappa” il contenuto della selezione col carattere selezionato. Anche per la selezione multipla!

Estensioni/Plugin:

  • Minimap (vedi Sublime Text)
  • Temi
  • ESlit

Ma dove sta il trucco? Beh se si va a vedere in fondo alla homepage ufficiale o nell’help dell’applicazione il “mistero” viene svelato: MAMMA ADOBE

End Of Summer 2017, vacations, eclissi…

Estate e ferie purtroppo agli sgoccioli, cosa rimane?

Mentre Flash è morto lentamente, Silverlight meno lentamente chi è veramente il vincitore, Javascript? Quanta acqua è passata sotto i ponti da quando se ne discuteva con Prophecy

Cosa ci offrirà il medio futuro tecnologico? Abbiamo ancora molte cose da inventare?

“The advancement of the arts, from year to year, taxes our credulity and seems to presage the arrival of that period when human improvement must end.”
Charles Holland Duell

Ma soprattutto gli alieni sono veramente estinti (Paradosso di Fermi)? Non sono mai esistiti oppure potrebbero stare semplicemente dormendo.

Qualche sito web:

  1. La CGI continua a stupire grazie ad artisti quali GILBERTO “SOREN” ZARAGOZA

Un incredibile scatto della eclissi totale del 21 Agosto 2017, visibile solo dagli Stati Uniti

http://www.shainblumphoto.com/

SEO, Statistiche,storia e ordine

Approfittando del periodo vacanziero ho deciso di dedicare un po’ di tempo al blog, alla piattaforma (WordPress) ed al web server in hosting.
Lamentavo da tempo un calo di accessi e visualizzazioni, banalmente si era spaccata la sitemap e Google non indicizzava altro che la Homepage.
A tal proposito i webmaster tool permettono di monitorare lo stato dell’indicizzazione man mano che avanza, che poi si può andare a verificare pagina per pagina con un semplice info: www.rlieh.com/paginaX

 

Al momento Google ha indicizzato 262 su di un totale di 4801 in due giorni.

Ho provveduto inoltre a (DONE)

  • rimuovere parecchi link che si erano persi nell’iperspazio
  • rimuovere immagini duplicate
  • aggiornare WP e relative plugin

Ancora in progress:

  • consolidamento delle categorie
  • avere una statistica dello spazio occupato dalle immagini

Tornando a tutto ciò che non è tecnico, R’lieh continua a crescere (temporalmente parlando)

  • ha compiuto la bellezza di 13 anni; 10 mesi; 4 settimane; 1 giorno (5081 giorni) dal lontano 13 Settembre 2003
  • ha cambiato “spazio” una volta
  • molti dei suoi abitanti sono scomparsi nel nulla (non che questo sia stato un male in alcuni casi, anzi)

“Asia can’t wait” – Viaggio a Macau

Da Hong Kong in meno di un’ora si raggiunge un’altra perla del pacifico, la penisola di Macau. Una volta colonia portoghese (ne conserva il bilinguismo ed alcuni dolcetti simili a quelli di Belem in Portogallo), Macau è tornata ad essere cinese dal 1999 ed è diventata nota come la Las Vegas d’oriente. 

La comparazione quantitativa al 2017 sembra dar ragione alla cittadina americana: Las Vegas (104) vs Macau (33) casinò. In realtà dal 2014 Macau genera un fatturato 7 volte superiore a quello americano. Anche perchè è l’unica zona per il gioco d’azzardo legalizzato in Cina. E vi assicuro che di gente ce ne era veramente molta, benché fosse lunedì e benché ci fosse un tifone in corso.

Bassorilievo dentro uno degli hotel

Cosiccome a Las Vegas, il gusto per il pacchiano e per lo sfarzo estremo in questi hotel è gargantuesco.

Altro bassorilievo
  • Vicino ad uno dei porti c’è una ricostruzione del Colosseo.
  • Dentro un hotel ad un certo punto si è aperto il soffitto, è partito un video psichedelico e poi è spuntato un mega lampadario (tipo Triderg G7 al contrario)
  • Nella hall di un altro albergo ho trovato una colonna acquario piena di pesci ed enormi fiori di vetro in stile Alice nel Paese delle meraviglie
La statua di Kum Iam

 

Il piccolo centro storico di Macau è un dedalo di sali e scendi dove si possono ammirare sia templi buddisti sia alcune chiese cattoliche. Il monumento più famoso sono le Rovine di San Paolo chiesa di cui ad oggi rimane in piedi la sola facciata.

Il soffitto da cui è uscito un mega lampadario. Notare i segni zodiacali cinesi.

 

“Asia can’t wait” – Viaggio ad Hong Kong, il Porto Profumato (Lantau Island)

L’isola di Lantau, la prima che ho visitato in quanto vi risiede il nuovo aeroporto dal 1999, offre due tappe obbligatorie per un turista ad Hong Kong: la montagna dove risiede il Grande Buddha (Tian Tan Buddha) e il villaggio dei pescatori Tai O.

Ci sono vari modi per raggiungere il Buddha, quello che offre la miglior vista di tutto l’arcipelago è attraverso la teleferica che porta alla zona collinare nota come Ngong Ping

Arrivati a Ngong Ping la maestosità del Buddha è imperante. Da ogni lato del villaggio vedi quella manina e quel viso sereno che sembra salutare pacifico e rilassato.

Tian Tan Buddha

Un corridoio pieno di statue porta dal monastero di Po Lin ad una scalinata dove si raggiunge la statua di bronzo, sotto la statua riposano le ceneri del Gautama.

Villaggio Ngong Ping

Dal monastero in bus o a piedi si può raggiungere l’antico villaggio dei pescatori di Tai O

Il villaggio è un labirinto di viuzze ricche di negozietti e mercatini del pesce, per lo più essicato. Si trovano anche piccole bancarelle di street food dove poter provare cose abbastanza strane per noi occidentali, come la razza essicata, marinata e grigliata oppure i caratteristici rossi d’uovo salati.

Palafitte di Tai O

Consigliatissimo il giro in barca sul fiume Tai O, dove ho avuto la fortuna di vedere i delfini rosa

Delfini rosa nel Fiume Tai O

 

Tutta questa zona è tanto rustica quanto abbandonata. Permea una desolante atmosfera di abbandono generale.

“Asia can’t wait” – Viaggio ad Hong Kong, il Porto Profumato (seconda parte)

Nella prima parte accennavo agli enormi grattacieli e/o palazzi che caratterizzano tutto l’arcipelago. Ma mentre quelli di carattere finanziario o commerciali sono noti più o meno in quasi tutte le metropoli del mondo, sono quelli ad uso abitativo che attirano lo sguardo.

Premessa: tutto l’arcipelago di Hong Kong (composta dalle isole Lamma, Hong Kong e Chek Lap Kok) occupa una superficie poco più piccola del Lussemburgo, con una popolazione di quasi 8 milioni di abitanti. Per questo la città si è sviluppata verso l’alto.

Giunto il albergo, nella mia stanza al ventunesimo piano, questa era la vista dalla mia finestra.

Mura ciclopiche non-muschiose…

Ma c’è un ultimo particolare che mi ha colpito da subito: come vengano costruiti i ponteggi. Le foto sottostanti spiegheranno meglio

Flessibile e leggero bambù

Per chi volesse approfondire il tema:

 

Tool per gestire MySql

Partiamo dai tool Percona, obbligatori per ogni DBA MySql/MariaDb. Li troverete citati praticamente ovunque. Da quale partire?

Controlliamo le performance del nostro db:

Apportiamo le opportune modifiche e a questo punto possiamo occuparci di aggiornare / sincronizzare istanze. Prima cosa da fare è controllare che l’istanza abbia configurazioni simili (soprattutto nel caso non abbiamo permessi di root su tutti i db di destinazione)

pt-config-diff

Ora possiamo apportare la sincronizzazione di schema e dati

 

pt-table-sync

Mysql WorkBench: dopo tanti anni questo strumento a volte mi allibisce, si pianta rimane freezato senza dire nulla e devi killarlo brutalmente. C’è di buono che almeno al riavvio cerca di recuperare i file su cui stavi lavorando. L’unica cosa sensata è la gestione di configurazioni diverse. Ma lo si trova per tutte le distribuzione ed è gratuito

Offre una funzionalità per sincronizzare due istanze (DML e DDL)

 

Tool con Gui per gestire un DB MySQL

  • DBForge tra quelli che ho utilizzato è il migliore: completo, veloce, stabile
  • Toad (Toad è il tool standard per Oracle, è un po’ esoso in termini di risorse a volte ma è veramente potente per gestire SQL)

“Asia can’t wait” – Viaggio ad Hong Kong, il Porto Profumato (prima parte)

Diario ed esperienze del mio primo viaggio in Oriente. Mete prefissate erano Hong Kong e Macau, il tutto in una settimana.

Questo primo articolo descriverà alcune delle impressioni che ho avuto a caldo sulle usanze e sui costumi dell’oriente.

Hong Kong Bus A11 - Airport -> Victoria Park
Hong Kong Bus A11 – Airport -> Victoria Park

Il clima

Appena esci dall’aeroporto, senti un umido quasi tropicale. Non è un caldo opprimente, ma non si percepisce quasi mai una piccola bava d’aria. Le piogge frequenti arrivano all’improvviso, ma gli autoctoni sono molto attrezzati hanno una app che li informa un’ora prima delle perturbazioni: e non sbaglia mai.

Il “contesto” geo-sociale

La prima cosa che colpisce è che Hong Kong è una città molto viva, non esiste un momento della giornata in cui ci sia silenzio. Le luci dei negozi aperti o meno di notte, sono sempre vivaci ed accese. La classica insegna rossa che si affaccia sulle strade illumina allegramente i viali.

Hong Kong Cargo Harbour

Hong Kong si è sviluppata su tre isole principali: Lantau (dove risiede l’attuale aeroporto), Kowloon e Hong Kong Sud. Tutte collegate da strada, autostrada, treno e ferryboat. Da Lantau ho raggiunto in serata il centro passando per quello che è forse uno se non il più importante porto del mondo. Prima noti infiniti container, il mare, le barche e poi gli enormi grattacieli tanto famosi della skyline.

Il bilinguismo è presente su quasi tutte le insegne stradali e nella maggior parte di negozi e centri commerciali. La popolazione parla il cantonese e in quanto ex colonia britannica, l’inglese. Ho trovato come trovai a Malta che la conoscenza della lingua inglese non è proprio così data per scontata, soprattutto dopo il 1997 probabilmente. Chi non ha ricevuto un certo livello di istruzione conosce solo il cantonese.

Come dicevo, essendo una delle aree più popolate al mondo non esiste un singolo posto in cui non vedrete persone camminare, lavorare, mangiare o andare a lavoro… ma tutti in maniera ordinata. Questo aspetto che credo sia stato un passaggio fisiologico per poter coesistere evitando il caos è uno dei fattori che penso ci distingua di più dai cittadini del sollevante.

Scendi le scale e per terra vedi a sinistra una freccia che va verso il basso ed una a destra che va verso l’alto. Sali le scale mobili e tutti tengono la manina attaccata a destra, ci sta un cartello che lo consiglia. Sul pavimento della banchina della metro ci sono delle frecce per disporsi ai lati in attesa di entrare e delle frecce per chi deve uscire. Nessuno sgarra mai. Sono tutti quanti ordinati in ogni contesto. 

I primi grattacieli che si notano

Quando paghi in un locale o negozio ti porgono il resto e lo scontrino come se stessero omaggiando una divinità, però è normale sentire digerire rumorosamente donne e uomini per la strada o in un ristorante. Ti trovi a passeggiare uno ti guarda ed emette un poderoso rutto alla Barney Gumble  che ti lascia esterrefatto le prime volte.

E’ proibito fumare in molti luoghi, non solo all’interno dei locali chiusi. Non si può fumare presso le fermate dei mezzi pubblici ne tanto meno in auto. Risultato? Non si vede una singola cicca per terra, particolare che ho notato invece appena rientrato in Italia. Provate a guardare per terra e troverete cicche ovunque dalle nostre parti.

La popolazione cinese è molto variegata, persone di media e alta statura. Pochi occidentali (europei per lo più) e pochissimi medio orientali o nordafricani. Ho invece trovato una enormità di filippini, soprattutto donne emigrate qua per lavoro.

Foto cariche di nero (ovvero come Prophecy ed io siamo diventati ufficialmente fotografi)

In principio era un messaggio di Prophecy che mi consigliava caldamente di partecipare ad una produzione fotografica a tema street photography (nota bene non un workshop o una maratona) realizzata da Italian Street Photography.

Fatto sta che un po’ riluttante mi sono iscritto alle due giornate di Milano (ed il buon Prophecy a quelle di Genova). Riluttante perché ho sempre ritenuto la street un genere dove conti più la fortuna che la capacità e/o l’esperienza, ma su questo un po’ mi sono ricreduto. E’ vero che la botta di culo serve sempre, ma è l’impacchettarla in un contesto interessante e dare un senso a quel particolare attimo la parte difficile.
Sicuramente è un periodo in cui mancando un po’ di idee, si inizia a cercare ispirazione nelle sole ombre, nei colori e forse anche in situazioni “troppo normali”.

Due mesi fa abbiamo scattato incessantemente durante un weekend tardo primaverile per le strade di alcune città italiane (Genova, Milano, Roma, Venezia, Torino e Catania), alcuni nostri scatti sono stati selezionati da un photo editor di tutto rispetto ed infine ieri, 24 Giugno Anno del Signore 2017, durante l’X Vision Tour 2017  abbiamo ricevuto la nostra copia del primo numero del magazine Cities con i nostri scatti assieme a quelli di molti altri  professionisti del mestiere.

Foto di Prophecy (in alto a sinistra)

 

Foto di Abdul (in basso a sinistra)

Riflessioni:

  • Astuta l’idea di partecipare a diverse città, così ci siamo scambiati le impressioni a caldo sull’evento.
  • Nella street photography devi ripensare a molti aspetti prima di comporre (in primis al contrasto, alla sottoesposizione, alle ombre-che-si-devono-fondere-e-diventare-TUTTONERO e ai colori che devono essere vibranti). Ah, naturalmente tutto questo prima della post produzione.
  • Capisci che la fotografia in quanto arte espressiva non è solo macro, paesaggi, cartoline, ritratti, panorami, glamour, fashion, sport, cerimonie etc etc.
  • Nella street photography non esistono i fan boy (Nikon VS Canon, Reflex VS compatte, analogico vs digitale), l’unico imperativo è scattare foto
  • Ho imparato ad apprezzare artisti come Alex Webb , Joel Meyerowitz , Ernst Haas 

 

La mia reflex dopo 10 anni di onorata carriera ha deciso di andare in pensione (si proprio durante le due giornate). Buon riposo…