Volatili della Scozia

Settimana scorsa sono andato a fare una gita, ed ho fotografato un sacco di volatili.

Questa è una cincia. Non è un puffin.

Non un puffin

Neanche questo è un puffin, è un passero.

Non un puffin

Un altro non-puffin, anche noto come “gabbiano”.

Non un puffin

Questo è bravissimo a mimetizzarsi, ma non è capace di nascondere il fatto che non sia un puffin.

Non un puffin

Questo non so, ma non è un puffin.

Non un puffin

Pigri cormorani, sono rimasti li un’ora, e nessuno di essi era un puffin.

Non un puffin

Un altro volatile che produceva suoni strani, neanche questo un puffin.

Non un puffin

Questo è un puffin, ma era troppo vicino e non avevo il grandangolo, sfiga.

Un puffin

Strani device all’orizzonte

Il PC è morto, il PC è vivo. Il passare degli anni ha portato grandi cambiamenti nel mondo dei computer, fissi o portatili che siano. Le vendite scendono, la concorrenza sempre più spietata, tablet e telefoni diventano sufficienti per la maggior parte delle attività dell’umano-sul-divano.

Nel mezzo della disperazione, saltano fuori però nuovi marchingegni sperimentali, di certo non perfetti, ma che mi danno speranza per il futuro.

Lenovo Yoga Book

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Oggi ho giocato un poco con uno Yoga Book in un negozio. Avevano nascosto la penna, ma la mia curiosità era la tastiera. È triste, ma non è disperata: vibra leggermente al tocco, quasi per darti una scossetta e farti ritrarre il dito. È incredibilmente sottile e leggero, sembra finto e fatto di cartone.Diverse recensioni hanno già mostrato che non è il sogno che ci aspettavamo. Costa un po’ troppo dal mio punto di vista, ma spero venda tantissimo e ne facciano uno un filo più piccolo ed economico.

Nintendo Switch

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Nel frattempo la Nintendo si prepara a lanciare una nuova console, di nuovo completamente diversa dalla precedente. Ok, non è un PC, ma il Nintendo Switch è qualcosa con un formato nuovo e strano e… che abbia senso? Qualcosa da attaccare ad un televisore ma anche da portare in giro, immediatamente pronta al multiplayer locale? Al Prophecy l’ardua sentenza.

Microsoft ed Apple

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E nella stessa settimana entrambi i pilastri della computerosità rivelano al mondo nuovo hardware. Hardware assai costoso, con feature magari un po’ strane. Entrambi promettono un futuro dove le mani fanno più cose, toccano schermi, barrette, girano manopole e fanno esplodere colori sullo schermo. Ma in una strana inversione di ruolo, Microsoft punta a vendere il Surface Studio a professionisti, disegnatori, architetti, mentre Apple sembra mirare al… al… —non lo so. A qualcuno con un sacco di soldi a cui non servono i tasti funzione ma le faccine a portata di mano.

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Boh, io sono un po’ maniaco delle tastiere, quindi ho alzato entrambe le sopracciglia all’idea di qualcosa che elimina tasti che uso tutti i giorni e mi costringe a guardare in basso per vedere cosa sto per premere. D’altra parte, il nuovo MacBook si porta dietro strane combinazioni di tecnologie, che potrebbero aprire nuovi sviluppi —Jailbreak di una tastiera, perché no? Apple sembra lanciarsi sempre più verso prese-impossibili-ma-un-giorno-perfette, portando il numero di convertitori in vendita sopra i trenta. Serve un convertitore persino per attaccare un iPhone al nuovo portatile, ma almeno c’è la presa per le cuffie.

Il professionista con tanti soldi

Nuovo hardware luccicante, ma prezzi più alti, soprattutto per lo (stupido) Regno Unito. Forse è un risultato del calo delle vendite e dei margini troppo bassi, ma tutti i nuovi computer che ho visto in giro sembrano indirizzati non all’utente casalingo, non all’impiegato o sviluppatore od omino che pigia tasti, ma al professionista con tanti soldi da investire in uno strumento assai costoso. Ed a volte, come nel caso del Book, con promesse un po’ vaghe di artistosità.

Vedremo se poi questi sviluppi si espanderanno verso prodotti più “consumer” da un lato e più “nerd” dall’altro, dove sarò lieto di aspettarli.

R’Lieh ed il mondo che cambia

È di nuovo Settembre, R’Lieh invecchia un poco, ed il widget in alto nella pagina non ha di meglio da mostrare che il mio post-del-compleanno mono-riga dell’anno scorso. Nel frattempo sono passati 12 mesi, sono apparsi 10 post e autoctoni e turisti hanno lasciato 11 commenti.

Non so se sia peggio o meglio degli anni precedenti, ma di certo è da tempo che questo blog ha perso i suoi autori, così come i suoi visitatori. I motivi sono vari, e variano dal globale passare di moda di blog e feed come formato e distribuzione, rimpiazzati dalle reti sociali, allo spostamento verso tecnologie più dirette e meno faticose. La chiusura di Google Reader da sola fu lapide e spartiacque fra due periodi.

R’Lieh era una volta il posto dove si condividevano link, si compilavano lamentele o discutevano eventi; si organizzavano cene, annotavano viaggi e spostamenti. In questo ruolo è stato sostituito prima dalla mailing list e poi da Telegram, passando dal pubblico al privato, dallo scritto lungo al messaggio minimo, dal lento ciclo pubblica-commenta alla messaggistica immediata. Allo stesso tempo si è scivolati da qualcosa di “eternamente” archiviato e facilmente condividibile, all’email dalla vita limitata, alle ancor più inarchiviabili chat e discussioni senza struttura. Alcune cose si guadagnano, altre si perdono.

Ci sono voci che questi cambiamenti non siano altro che cicli. Forse sono voci nostalgiche degli anziani della rete, o magari bisbigli speranzosi di giovani con intonsi ideali ed il prossimo prodotto rivoluzionario.

Scrivere e pubblicare per me resta importante, ed è il motivo per cui dopo tanti anni chezDreadnaut si è rimesso in movimento. Pubblicare visibile, archiviabile, sotto controllo e responsabilità mia. Sono in buona compagnia, quando sia Abdul che il Venza hanno appena riassestato i loro siti e si accingono in nuovi esperimenti. Prophecy menzionato un simile interesse, per ora rimangono solo antiche glorie.

In tutto questo riaccendersi di blinkenlichten, R’Lieh rimane in una posizione un po’ scomoda ed incerta. Le priorità della vita adulta già spostano i progetti personali verso il fondo di qualsiasi lista, e quando c’è la volontà di trovare spazio per costruire qualcosa, “un altro blog” perde rispetto a “il mio blog”.

È difficile perché una volta questo era un canale di comunicazione, ha perso il suo scopo originario, ed ancora non ne ha trovato uno nuovo. Per quanto mi riguarda, continuerò a guardare qua e la, sotto un cuscino o dietro ad un mobile, può darsi che qualcosa salti fuori.

Buon compleanno R’Lieh!

L’internet delle cose rotte

Visto che ormai viviamo nel futuro, sembra sia diventato necessario mettere un computer in qualsiasi oggetto: più computer, meno problemi! L’informatico medio sente i peli del collo segnalare pericolo e corruga un sopracciglio. Più computer, più roba che può andare storta.

In ufficio da me tutte le sale riunioni hanno un tablettino appeso fuori che mostra se la sala è occupata o libera. La porta di vetro non era abbastanza evidente. A meno che in quel momento il tablet non stia scaricando aggiornamenti, per cui non può far nulla se non mostrare la barra di caricamento. Una volta c’era un calendario online che potevo guardare dalla mia scrivania, ma persino la nuvola è il passato!

Eppure, mentre io mi lamento, c’è di peggio. O di meglio, se avete uno spirito leggermente curioso e malvagio. C’è l’albergo con gli interruttori della luce Android, tutti in rete. Ci sono i controlli vocali che danno retta alla radio. Il televisore che si pianta e va riavviato non stupisce più nessuno, ma se lo fanno altri elettrodomestici, oppure gli aerei?

Benvenuti nell’internet delle cose rotte, nonché insicure. Portatevi adattatori ethernet e Linux.

Quando il forno non collabora

Scatti dall’oriente

Lo scorso Novembre sono partito per il Giappone, carico di domande su questa nazione di cui, avrei scoperto soltanto in viaggio, non sapevo praticamente nulla. Sono tornato dopo due settimane con ben poche risposte, ma un numero ancora superiore di domande ed un sacco di pensieri non sono ancora certo di aver digerito.

Per non dimenticarmene nel frattempo, ho fotografato e fotografato senza ritegno. Spargo ora una manciata di queste foto qua, per imperitura memoria.

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Letture per le giornate di pioggia

Scattata l’ora solare, il tramonto arriva un po’ troppo presto. Ah, illusi, come fosse sereno e poteste vedere il sole. Invece piove, il tempo migliore per svaccarsi in poltrona e leggere. E se non avete da leggere su carta (io ho appena comprato Quicksilver e Raising Steam) ho per voi una serie di articoli medio lunghi a proposito di passato, presente e futuro.

Navi

Fiumi

  • A proposito del Colorado, che ormai non arriva più al mare, e…
  • del Mississippi, che vorrebbe andare da un’altra parte.

Passeggiare

Futuro presente