Scorpacciata d’arte

Nel breve periodo vacanziero ho potuto assistere ad alcune interessantissime mostre che consiglio a tutti. E’ stata una rigenerazione culturale, una necessità che avevo accumulato negli ultimi 6 mesi (nei quali di arte e qualità ne ho trovato ben pochi esempi).

Newton sceglieva modelle particolari negli anni 70, non le top model scheletriche del tempo. Voleva fotografare ciò che suscitava in lui in primis l’eccitazione. Sorprendentemente riusciva, durante ogni lavoro commissionato, a scattare per se immagini dello stesso impatto di quelle di moda ma aggiungendo quello spirito trasgressivo che caratterizzò tutta la sua carriera.

Il trio di ukiyoe, ovvero artisti del mondo fluttuante ha rappresentato per secoli per molti artisti occidentali un esempio di come può essere riportata natura e paesaggio sulla tela. I loro quadri sembrano fotografie, alcune come la Grande Onda di Hokusai (che fa parte di una serie di 36 opere dedicate al Monte Fuji) trasmettono con pochi colori una cura nel dettaglio che lascia sbalorditi.

  

Poco da dire su Warhol, per l’arte moderna e contemporanea esiste un pre Warhol ed un post Warhol. La sua visione del mondo, della pubblicità, della società, dell’arte e del denaro hanno ridefinito il concetto di POP(ular).

Per finire il tormentato Basquiat, un ragazzo che senza alcuna preparazione artistica iniziando come graffittaro negli anni ’80 divenne una sorta di erede di Picasso, o come molti dicono di Anti-Picasso. I suoi quadri (realizzati su tavolacci di legno o su porte) sono tanto difficili che sembrano scarabocchi colorati di un bambino. Come le opere di Picasso non sono facili, ci vuole parecchia analisi per capirli a fondo.

Bar[b]ele e Luni

In genovese “barba” significa zio.

Barba, l’à dito o barba che ti ghe mandi o razò da barba pe fâ a barba a-o barba

Anche in greco “barba” significa zio. L’ho scoperto in una meravigliosa taverna sul mare ellenico sorseggiando uno dei migliori ouzo prodotti, il Barbayanni (Zio Gianni)

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Naturalmente il volatile qua sopra lo chiamiamo solo noi barbagianni.

Scopro invece con grande stupore che in maltese,  che in questo deriva dall’arabo Sole e Luna hanno sesso opposto a quello della tradizione partenopea/classica.

  • il Sole, Xemx in maltese (الشَّمْس ash-Shams in arabo) è femminile
  • la Luna, Qamar in maltese (الْقَمَر al-Qamar in arabo) è maschile

Non solo, in base al “sesso” delle consonanti costruiscono lo stesso alfabetosun_and_moon

La fucina delle lotterie

Circa un mese in ufficio fa ascolto una conversazione di un mio Project Manager che cercava figure da mandare in missione in Australia. Mi proposi come candidato e la settimana successiva mi fu comunicato che potevo andare in GRECIA.


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Non ero mai stato ad Atene ed ora vi scrivo dalla lobby di un albergo vicino al centro, dopo la prima settimana di trasferta.

Che dire Atene e’ una citta’ che mi sta stupendo molto, forse anche perche’ in passato avevo sentito solo pareri negativi e con la crisi mi aspettavo un paese alla deriva in poverta’ quasi totale.

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Senza considerare tutto cio’ che riguardi la storia classica, l’ellenismo la trovo una citta’ molto viva, giovane, luminosa e abbastanza pulita.

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Expat to Malta – parte 1

Resoconto della prima settimana da expat-riato, emigrato, autoesportato in quel piccolo arcipelago che si trova nel mediterraneo, poco sotto la Sicilia.

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Premessa: le vicende che mi hanno portato qua, ovvero la selezione, le interviste, i test ma soprattutto le motivazioni per cui abbia fatto tale scelta si sono svolte in lasso di tempo abbastanza breve ma al contempo molto intenso.

Un po’ perché quando lavori per una azienda di consulenza IT (una delle più note) i ritmi, il carico di lavoro e il dover gestire il cliente giorno per giorno limitano moltissimo gli spazi di riflessione, l’analisi dei rischi a cui potrai andare incontro. Non riesci mai a prevedere tutto quello che accadrà dal momento che ti licenzi nel tuo paese e decidi di trasferirti in un altro, o almeno, io non ci sono riuscito :)

Ad un certo punto fai un bilancio di quello che hai, che puoi avere nel breve-medio termine e cosa speri di ottenere in futuro. Valuti e se poi hai un po’ di spirito di intraprendenza ti butti essendo ben conscio che dovrai fare molti sacrifici.

Due punti da dire sul precedente lavoro nel campo della consulenza. A differenza di 4 anni fa ho trovato un ambiente molto più positivo, un team che è cresciuto nel tempo invece che diminuire, ma soprattutto l’apprezzamento professionale sia dei manager che del cliente stesso.

A differenza di quando ero a Genova, dove nel momento in cui dai le dimissioni la prima cosa che fanno è cercare di farti sentire in colpa per la tua scelta, quando si ha a che fare con dei professionisti ottieni reazioni molto diverse.

Ma tornando alla mia prima settimana qua a Malta cosa posso dire per il momento?

Come è banale da intendere una cosa è fare il turista in un paese (cosa che ho fatto lo scorso anno) una cosa è avere a che fare con burocrazia, servizi, lavoro, trasporti nel day-by-day.

Innanzi tutto nella prima settimana il mio primo pensiero era trovare un alloggio più stabile della stanza in affitto in cui sto in questo momento. Le agenzia immobiliari maltesi ti cercano di propinare il primo appartamento disponibile senza darti il tempo di verificare a fondo ogni dettaglio, nel mio caso mi interessava avere un’abitazione non troppo lontana dal lavoro. Molti agenti non hanno una licenza (qua non è obbligatoria) ma soprattutto i vincoli legali sia per chi affitta che per chi fa da intermediario sono molto pochi. Per finire nonostante inglese e maltese siano le lingue ufficiali, tra di loro gli autoctoni parlano in maltese soprattutto quando non voglio farsi capire dagli stranieri.

Alla fine ho trovato una casa con tutto ciò che mi interessava: ammobiliata, a meno di 20 minuti dall’ufficio e, cosa che non fa schifo, a due passi dalla spiaggia.

Caw (si legge ciao)

 

Scatti dall’oriente

Lo scorso Novembre sono partito per il Giappone, carico di domande su questa nazione di cui, avrei scoperto soltanto in viaggio, non sapevo praticamente nulla. Sono tornato dopo due settimane con ben poche risposte, ma un numero ancora superiore di domande ed un sacco di pensieri non sono ancora certo di aver digerito.

Per non dimenticarmene nel frattempo, ho fotografato e fotografato senza ritegno. Spargo ora una manciata di queste foto qua, per imperitura memoria.

(altro…)

Smettete di lamentarvi

Dove eravamo rimasti? A Giugno 2014, periodo pre burrascoso diciamo. Sono successe un sacco di cose dall’estate scorsa ad oggi.

Qualche punto nuovo che vorrei aggiungere a altri che torno a ribadire, parlando del mondo del lavoro in ambito IT e non:

Estero e trasferimenti

Se volete migrare all’estero non vi fate abbindolare solo da cospicuo incremento di stipendio, perché come è banalmente concepibile non vi pagheranno il giorno che vi trasferirete.

Poichè vale il sillogismo grosso salario -> costo della vita alto, è da tenere in considerazione che una relocation vi porterà via tempo e soprattutto tanto denaro.

Per un paese come il Regno Unito (metro di giudizio ad oggi poichè un 5% dei miei conoscenti italiani si è trasferito in questa nazione) ad esempio tra affitti, caparre e viaggi vari
potete stimare un 6-7000 Euro di investimento. 

Col tempo magari recupererete questa cifra e magari si potrà ridurre se avrete agganci o abbastanza informazioni sul vostro trasferimento, ma in generale tenete presente che di avere a disposizione una cifra che vada tra i 5 ai 10000 euro per trasferirvi in un paese europero.

Dopo la mia esperienza in Islanda ho capito che prima ti trasferisci durante la tua vita, soprattutto all’estero, meglio è. Col passare degli anni, soprattutto dopo i 30, tutto diventa più difficile. Tenete conto che passerete meno di metà giornata in ufficio, il resto dovete viverlo in un nuovo luogo con nuove persone, tradizioni, orari e lingue diverse.

In Francia e Inghilterra non ci sono i bidet, il clima scandinavo mi mette la depressione, odio il caldo, gli amerregani sono tutti idioti, i cinesi scatarrano di continuo, gli indiani ruttano e profumano di curry, etc etc etc ovvero se si vuole trovare il pelo nell’uovo lo si trova sempre

Un trasferimento verso un paradiso fiscale e naturale parrebbe una soluzione allettante ma… per fare un esempio, ho avuto la possibilità di visitare Malta durante le ferie di quest’anno. Mare merviglioso, costo della vita basso, un sacco di aziende it stanno investendo un sacco di capitali ed aprire nuove sedi e questo ha portato al trasferimento di una moltitudine di europei.

 

Quello che devo testimoniare è che dopo solo una settimana mi sono trovato ad avere i sintomi di una patologia che ho metaforicamente definito “Sindrome da Re Kaioh del nord“. Se non vi ricordate bene la storia, Re Kaioh viveva su un pianetino, con la macchina faceva il giro del pianeta.

 

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Ultima nota sul trasferimento all’estero

Se una persona decide di andare all’estero penso lo faccia perché non ci siano altre alternative nel suo paese. Se devo andare all’estero per ridurmi a fare qualcosa per cui non sono tagliato o per cui non ho esperienza, valuterei bene che non ci siano altre possibilità nella mia città o nella mia nazione.

Fondamentalmente considerando gente che ha studiato per buona parte della propria vita, mi sembrano ridicoli tutti colore che si vantano di vivere a Londra e fanno i baristi, i commessi o peggio.

 

Scegliere l’offerta di lavoro più adatta

Certo, può fare un po’ paura buttare tutto per avere la possibilità di scegliere. Ho anche pensato ad un certo punto (perchè mi era stato consigliato da ex colleghi) di contattare ex datori di lavoro e vedere se mi riprendevano. Ma poi ho analizzato meglio la cosa ed ho pensato che sarebbe come rimettersi con una ex:

Se tutto va bene troverai le stesse condizioni di prima, niente di meglio. Ma se già una volta è finita male… In fondo chi vuole avere una vita ciclica e ripetitiva? I masochisti forse, o chi ha la memoria corta
Mi sono trovato per la prima volta a novembre ad avere due offerte di lavoro su cui decidere. Ho scelto quella che per esperienza e per sesto senso mi dava più garanzie e più possibilità di crescita professionale e soprattutto una attività diversa rispetto a qualcosa che avessi già fatto in passato.

Non è sempre l’offerta economica più alta, quella migliore. Tra l’altro da un po’ di anni le aziende giocano molto sui superminimi in modo da avere agevolazioni fiscali.

Se dovete cambiare datore di lavoro o dovete sceglierne uno, fate una lista di tutti i pro e di tutti i contro anche i più banali:

  • quanto è distante dalla mia abitazione?
  • quanti mezzi devo prendere?
  • devo usare l’auto ? c’è un parcheggio in zona?
  • c’è una mensa o locali in zona?
  • c’è una zona adibita alla pausa pranzo, oppure devo abbruttirmi di fronte al pc?
  • il caffè alle macchinette è gratis?
  • mi danno i ticket? da quanto?
  • ho una assicurazione sanitaria?
  • mi danno un computer, una postazione di lavoro?
  • hanno un hr interno?
  • chi si occupa delle paghe?
  • con quante persone lavorerò? esiste un “team”?
  • l’azienda mi offre della formazione?

 

Disponibilità immediata

Quando non hai una occupazione, hai tantissimo tempo a tua disposizione da dedicare a:

  • colloqui
  • aggiornare e inviare cv
  • fare training su nuove tecnologie

Nota verrete chiamati parecchio, perché appena un head hunter sente “disponibilità immediata” gli si accendono tutte le lucette e cercherà di piazzarvi il prima possibile presso un cliente.

Tasse, previdenza sociale e tempistiche 

Un punto su cui ritorno sempre è quello che specifica che appena inizi a lavorare presso un nuovo datore di lavoro DEVONO chiedervi i documenti e il vostro IBAN. Se non ve lo chiedono è il primo campanello di allarme. Che non cerchino scusanti del tipo “eh siamo piccoli, siamo una startup”. Non esistono scusanti per una azienda registrata alla camera di commercio. Se non hanno un HR interno devono avere un consulente del lavoro che gli fornisce questo servizio.

La registrazione all’INPS va fatta il primo giorno di lavoro, quindi se sul vostro contratto c’è scritto che iniziate a lavorare il giorno X, dal giorno X dovete essere registrati all’INPS per quella data società, altrimenti siete irregolari. Nota, la registrazione all’INPS viene verificata dopo mesi. Quindi non è sempre facile controllare.

Per quanto per me una carriera a lungo termine nel settore IT sia un concetto troppo arcaico, ritengo che esista un periodo minimo di permanenza presso una azienza: due anni. Perchè questa tempistica? Per un banale effetto economico e di tasse:

il primo anno dovrete dichiarare le entrate dell’anno precedente (con relativi CUD), poichè avrete percepito una somma in più (parte del TFR ed eventuali ferie/rol pagati) andrete a debito verso lo stato, cifre che dovrete andare a pagare a dal Luglio successivo all’ultima assunzione (detratte in busta)

Solo il secondo anno andrete a credito e quindi andrete “in pari”.

Lo so, è uno scazzo perchè uno può dire “ma cribbio anche il TFR era tassato!” vero, ma siamo in Italia, il paese della pizza, delle mozzarelle e delle tasse.

In secondo luogo avere sul CV un paragrafo di due anni da descrivere non è male. Aggiornate il CV e poi il resto, LinkedIn/Monster&Co sono utili, ma è il resume il vostro lasciapassare.

Se avete trovato solo un lavoretto per qualche aziendina con qualche cliente piccolo e vi lamentate per cortesia non fatelo, lamentatevi solo della vostra pigrizia e delle vostre abitudini. Se volete continuare a fare i liberi professionisti in Italia : tanti cari auguri. Come dicono nella Silicon Valley : Fail Fast, Fail Often, Fail Everywhere

 

Lo Ying e lo Yang e il ritorno alla consulenza

Per finire due parole sulla attuale attività. Sono tornato al mondo della consulenza, in una delle realtà più grosse al mondo. Ho avuto la fortuna di vedere cosa sia la vera consulenza rispetto al classico body rental / time & material e per il momento non me ne lamento, nonostante a volte gli orari siano massacranti.

Edimburgo 2015

Recensione minimale del viaggio: una città fantastica! I pianeti si sono allineati ed hanno dato vita ad una reunion storica.

Ma parliamo della location scozzese:

  • a misura d’uomo
  • tridimensionalmente labirintica
  • marittima e montagnosa
Edimburgo dalla montagna
Edimburgo, la torre di Sauron sulla destra
Edimburgo, la torre di Sauron sulla destra

 

Ancora la Torre di Sauron

Grazie al Dread per averci fatto da Cicerone. Altre foto dell’evento

Street photography

Per la nostra rubrica #streetphotography parliamo di tre donne che riescono a cogliere la surrealità e l’originalità di alcune scene di vita quotidiana. Tre donne dalla personalità e dalle storie diverse, che sanno rubare e salvare la luce in giro per il mondo.

 

Kendall Stephenson

Drew Barrymore, ha pubblicato un libro contenente una raccolta di foto di “cuori” trovati per caso.

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Per concludere Erica Simone che va oltre, come si vede nella galleria e nel video Nue York, decide di diventare parte (nudo)integrante della scena.

 

Sensazioni, transazioni, transustanziazioni, infravisioni

Ludismo e Videoludismo

Vediamo se la nuova realtà aumentata (Project Morpheus e tutti gli altri trabiccoli per lo stereoscopic 3D) saranno una buona idea ed il futuro si orienterà verso un panorama alla Strange Days oppure tutto farà la fine di Wiimote, MotionPlus e Kinect.

Ah, è uscita la quinta edizione di D&D

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Tecnocrazia 

  • Le batterie al grafene
  • I mini caricabatterie solari
  • I caricabatteria senza filo
  • Droni everywhere (io li chiamerei famigli con le pile, che si andranno a ricaricare da soli e che seguiranno il padrone come cagnolini)
  • La stampante 3d in ogni casa
  • I cellulari col proiettore e la doppia lente (così simulano una dslr)

 

E se qualcuno mi viene ancora a dire “eh ma io della stampante 3d non me ne faccio niente”, io ribatterò che se mi avessero detto che un bastone per fare gli autoscatti sarebbe stato il gadget di fine anno, gli avrei riso in faccia.

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Eventually

Quanti dei gadget che avete in tasca o in borsa o nello zaino vi servono veramente? Quando è cambiata la vostra vita in meglio?

Prendete l’abitudine di lasciare cellulare, macchina fotografica, orologio a casa e farvi un giro. Vi assicuro che vedrete il mondo in maniera diversa, che il tempo trascorrerà diversamente dal solito, che nessuno impazzirà.

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L’iniziativa segretissima del Calendario dell’avvento 2014 ha a mio parere mostrato grandi potenzialità. Perchè non riproporla durante l’anno?

(@Chiarre ecco magari stavolta con foto legali :P)

Lost in Iceland

Premessa

Sognavo di visitare l’Islanda sin dal 1991, dopo essermi appassionato a questo paese scrivendo una ricerca per la scuola.

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Jökulsárlón, il lago ghiacciato

Con gli anni ho raccolto informazioni, visto foto, conosciuto persone che l’avevano visitata e ne erano rimasti totalmente affascinati. Da tutto ciò nel tempo si è sedimentata l’idea di volere vivere interamente e non meramente visitare questa lontana isola dell’atlantico come un comune turista.

Per questo motivo mi sono iscritto ad un programma di volontariato internazionale, che raccoglie partecipanti da tutto il mondo e che offre la possibilità di entrare in contatto con le realtà locali.

Ho vissuto due settimane lavorando a stretto contatto con gli islandesi, iniziando a capire questo strano popolo diverso dai comuni europei, soprattutto dagli stessi scandinavi.

La vita

Sebbene siano un po’ chiusi gli islandesi sono abbastanza gioviali. Hanno una strana gestione della privacy, vedi le finestre aperte che danno sulla strada. Per due settimane non abbiamo chiuso a chiave la porta di casa perchè non ce ne era bisogno.

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La peculiare privacy degli islandesi

Non c’è immigrazione se non temporanea, per lo più da centro ed est europa.

Traffico nella capitale

Aspetta 5 minuti, se il tempo non ti piace“, “Quel che non ti uccide ti fortifica“, queste e altre frasi che spiegano quale possa essere la filosofia di vita degli islandesi creatasi in secoli e secoli di eruzioni, inondazioni e terremoti. Ogni notte l’isola cambia e cresce: ogni tanto come nel 1973 di fronte a Vestmannaeyjar, dopo una forte eruzione può anche spuntare una nuova isola.

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Leggere il Grapevine, e Vendur.is  il sito delle previsioni del tempo (e delle aurore boreali) del resto si trova connessione ovunque.

Trasporti

Per girare in Islanda l’unica opzione è l’automobile. Per motivi evidenti non esiste una ferrovia e l’altro mezzo di trasporto è l’aereo, da Reykiavik esiste anche un aeroporto per voli locali. Affittare una auto però è una spesa non trascurabile, però il carburante si attesta su cifre passabili. Tra l’altro il carburante si paga comprando schede prepagate da 3000-5000-10000 krona (dai 20 euro in su). Beh si può anche andare in barca se vi va.

Il cibo ed i locali

L’islanda è cara su alcuni prodotti o servizi: affitto auto come dicevo e per il vestiario (non che ci siano tante opzioni o IceWear oppure 66North). Ma per il cibo si assesta sulla media europea: una cena sui 25-3o euro a testa per fare un esempio.

Gli alcolici vengono venduti esclusivamente presso store dedicati VinBudin

Gli orari dei negozi e dei locali sono particolari: dalle 10 di mattino alle 18 di sera, il che è abbastanza frustrante se vi alzate presto la mattina. Altra nota che mi ha fatto innervosire la prima sera a Reykjavik: dopo le 22 le cucine dei locali chiudono e non troverete nemmeno una patatina o una oliva neanche se pregate. Nel weekend le cose cambiano un pochino ma non aspettatevi after hour all’europea.

In Islanda si producono vini, birra e superalcolici molto validi. In particolare col Brennivin si accompagna lo squalo marcio detto Hakarl, un piatto peculiare.

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Hakarl e altre delizie

Nota speciale per dolci e gelati, gli islandesi sono ghiotti di cioccolata, gelato e Skyr, lo yogurt locale.

Il paesaggio e i luoghi “turistici”

Il panorama quando ci si sposta di posto in posto è abbastanza “lunare”, spazi sconfinati di sabbia vulcanica, campi di grano ed erba, montagne fumanti ricche di cascate (ce ne sono una infinità) e questo solo nel centro sud. A nord si trovano i fiordi, ad Est i vulcani (tra i 130 disponibili).

La cosa che colpisce è che ad esempio una cascata può essere vista da punti di vista diversi: in un bosco con grotta basaltica, tipo Niagara, con grotta e passaggio interno etc etc

Svartifoss
Svartifoss

Stesso discorso vale per le spiagge, come Dyrhólaey nera di sabbia vulcanica, piena di rocce e collinette ventose.

Dyrhólaey
Dyrhólaey

Geysir, è sia il famoso sbuffo di vapore di 10000 anni sia una piccola località.

Blue Lagoon una enorme piscina termale all’aperto, dotata di bar acquatico, sauna e trattamenti sempre all’aperto. Rimane a circa 40 minuti da Reykyavik e vale la visita.

Nota sulla religione: nel 1000 ci fu una conversione imposta. In realtà i capi tribù locali decisero di passare alla religione cristiana tenendo i loro idoli pagani di nascosto. La caduta degli dei (o cascata). Tenete conto che qua nascono le Saghe dei vichinghi e tutte la storia di Odino, Thor, Loki l’albero della vita etc etc.

Questa recensione subirà qualche aggiornamento e/o correzione, nel frattempo ho postato un po’ di foto su: