Bar[b]ele e Luni

In genovese “barba” significa zio.

Barba, l’à dito o barba che ti ghe mandi o razò da barba pe fâ a barba a-o barba

Anche in greco “barba” significa zio. L’ho scoperto in una meravigliosa taverna sul mare ellenico sorseggiando uno dei migliori ouzo prodotti, il Barbayanni (Zio Gianni)

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Naturalmente il volatile qua sopra lo chiamiamo solo noi barbagianni.

Scopro invece con grande stupore che in maltese,  che in questo deriva dall’arabo Sole e Luna hanno sesso opposto a quello della tradizione partenopea/classica.

  • il Sole, Xemx in maltese (الشَّمْس ash-Shams in arabo) è femminile
  • la Luna, Qamar in maltese (الْقَمَر al-Qamar in arabo) è maschile

Non solo, in base al “sesso” delle consonanti costruiscono lo stesso alfabetosun_and_moon

Taco Bell

Prima di pubblicare un post su alcune recenti riflessioni post-grecia alcuni articoli ed alcuni spunti interessanti da analizzare.

 

Taco Bell Programming (2010)

Every item on the menu at Taco Bell is just a different configuration of roughly eight ingredients. With this simple periodic table of meat and produce, the company pulled down $1.9 billion last year.

Che si riassume in questa lapidaria frase

Every time you write code or introduce third-party services, you are introducing the possibility of failure into your system. 

You are not paid to write code

Another area I see this manifest is with the siloing of responsibilities. Product, Platform, Infrastructure, Operations, DevOps, QA—whatever the silos, it’s created a sort of responsibility lethargy. “I’m paid to write software, not tests” or “I’m paid to write features, not deploy and monitor them.”

Link:

Strani device all’orizzonte

Il PC è morto, il PC è vivo. Il passare degli anni ha portato grandi cambiamenti nel mondo dei computer, fissi o portatili che siano. Le vendite scendono, la concorrenza sempre più spietata, tablet e telefoni diventano sufficienti per la maggior parte delle attività dell’umano-sul-divano.

Nel mezzo della disperazione, saltano fuori però nuovi marchingegni sperimentali, di certo non perfetti, ma che mi danno speranza per il futuro.

Lenovo Yoga Book

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Oggi ho giocato un poco con uno Yoga Book in un negozio. Avevano nascosto la penna, ma la mia curiosità era la tastiera. È triste, ma non è disperata: vibra leggermente al tocco, quasi per darti una scossetta e farti ritrarre il dito. È incredibilmente sottile e leggero, sembra finto e fatto di cartone.Diverse recensioni hanno già mostrato che non è il sogno che ci aspettavamo. Costa un po’ troppo dal mio punto di vista, ma spero venda tantissimo e ne facciano uno un filo più piccolo ed economico.

Nintendo Switch

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Nel frattempo la Nintendo si prepara a lanciare una nuova console, di nuovo completamente diversa dalla precedente. Ok, non è un PC, ma il Nintendo Switch è qualcosa con un formato nuovo e strano e… che abbia senso? Qualcosa da attaccare ad un televisore ma anche da portare in giro, immediatamente pronta al multiplayer locale? Al Prophecy l’ardua sentenza.

Microsoft ed Apple

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E nella stessa settimana entrambi i pilastri della computerosità rivelano al mondo nuovo hardware. Hardware assai costoso, con feature magari un po’ strane. Entrambi promettono un futuro dove le mani fanno più cose, toccano schermi, barrette, girano manopole e fanno esplodere colori sullo schermo. Ma in una strana inversione di ruolo, Microsoft punta a vendere il Surface Studio a professionisti, disegnatori, architetti, mentre Apple sembra mirare al… al… —non lo so. A qualcuno con un sacco di soldi a cui non servono i tasti funzione ma le faccine a portata di mano.

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Boh, io sono un po’ maniaco delle tastiere, quindi ho alzato entrambe le sopracciglia all’idea di qualcosa che elimina tasti che uso tutti i giorni e mi costringe a guardare in basso per vedere cosa sto per premere. D’altra parte, il nuovo MacBook si porta dietro strane combinazioni di tecnologie, che potrebbero aprire nuovi sviluppi —Jailbreak di una tastiera, perché no? Apple sembra lanciarsi sempre più verso prese-impossibili-ma-un-giorno-perfette, portando il numero di convertitori in vendita sopra i trenta. Serve un convertitore persino per attaccare un iPhone al nuovo portatile, ma almeno c’è la presa per le cuffie.

Il professionista con tanti soldi

Nuovo hardware luccicante, ma prezzi più alti, soprattutto per lo (stupido) Regno Unito. Forse è un risultato del calo delle vendite e dei margini troppo bassi, ma tutti i nuovi computer che ho visto in giro sembrano indirizzati non all’utente casalingo, non all’impiegato o sviluppatore od omino che pigia tasti, ma al professionista con tanti soldi da investire in uno strumento assai costoso. Ed a volte, come nel caso del Book, con promesse un po’ vaghe di artistosità.

Vedremo se poi questi sviluppi si espanderanno verso prodotti più “consumer” da un lato e più “nerd” dall’altro, dove sarò lieto di aspettarli.

La fucina delle lotterie

Circa un mese in ufficio fa ascolto una conversazione di un mio Project Manager che cercava figure da mandare in missione in Australia. Mi proposi come candidato e la settimana successiva mi fu comunicato che potevo andare in GRECIA.


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Non ero mai stato ad Atene ed ora vi scrivo dalla lobby di un albergo vicino al centro, dopo la prima settimana di trasferta.

Che dire Atene e’ una citta’ che mi sta stupendo molto, forse anche perche’ in passato avevo sentito solo pareri negativi e con la crisi mi aspettavo un paese alla deriva in poverta’ quasi totale.

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Senza considerare tutto cio’ che riguardi la storia classica, l’ellenismo la trovo una citta’ molto viva, giovane, luminosa e abbastanza pulita.

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Expat to Malta – Part 2

Dopo un po’ che risiedi in un altro paese, dopo che inizi ad abituarti (inizi a convivere) agli usi e i costumi locali, alle geometrie dei luoghi (architettura ambientale, strade, uffici, case e uffici) ma soprattutto dopo che inizi a comprendere la filosofia di vita degli autoctoni puoi fare una valutazione su quello che potra’ essere il futuro in quel paese.

Ci saranno sempre punti a favore e punti contro, cose con cui non potrai adattarti mai e cose su cui potrai scendere a compromessi. E’ il bilancio finale che deve pendere verso il pro e non verso il contro. Altrimenti tutto diventa un esercizio di pazienza e non una esperienza salutare.

Fatto questo preambolo torno ad aggiornarvi su Malta e Maltesi (mentre sono seduto nella lobby di un hotel ad Atene, ma questa e’ un‘altra storia…).
Ammetto che i primi tre mesi siano stati veramente lunghi, questo credo perche’ sia dovuto al fatto che percepiamo il trascorrere diversamente quando siamo soli. Quando mi sono trovato ad analizzare i primi 90 giorni mi sembrava passato piu’ di un anno.

Vorrei focalizzarmi su alcune cose che ho scoperto:

  1. Perche’ molti maltesi ci odiano  disprezzano
  2. Perche’ i maltesi sparano fuochi per tutta l’estate
  3. Perche’ i maltesi mangiano male

Perche’ i maltesi ci odiano (non tutti per fortuna)

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Negli ultimi anni a Malta, nell’area tra Sliema e Ta’Xbiex, hanno aperto piu’ di 500 compagnie di iGaming e Betting. Secondo i dati della MGA in particolare gli operatori richiedenti licenza negli ultimi anni sono stati rispettivamente: 2014 : 101 , 2015 : 75, 2016 : 23.

Senza considerare tutti gli addetti al settore (consulenza, B2B, sviluppatori di videogiochi). L’operatore in realta’ e’ solo il “gestore” del sito.

Questo boom occupazionale ha generato una enorme richiesta di personale specializzato. Le universita’ maltesi sfornano un numero abbastanza buono di tecnici, ma non abbastanza per la richiesta del mercato. Soprattutto non ci sono ancora figure con esperienza sul campo (sono fattori molto diversi).

L’afflusso di immigrati da tutta Europa (Italia,Polonia, Bulgaria, UK etc etc) ha richiesto che anche il mercato immobiliare venisse incontro a tutto cio’. Ma invece di cercare una soluzione sensata, il maltese medio ha risposto nella maniera piu’ comune: cercare un ritorno economico nel piu’ breve tempo possibile.

Di conseguenza i prezzi di affitti e vendita delle case sono schizzati alle stelle, questo ha influito sul costo vita degli expat ma anche su quello dei maltesi che risiedevano in queste zone o che volevano trasferircisi per stare piu’ vicino al lavoro (su come i maltesi considerino le distanza tornero’ a parlare).
Il maltese under 30 summa cum sintesi ci vede come quelli che hanno fatto lievitare i prezzi, il maltese over 60 ci vede come quelli che portano via il lavoro ai giovani autoctoni.
E la cosa si percepisce molto chiaramente ve lo assicuro.

Non ho ancora le statistiche aggiornate, ma prima di questo boom del mercato (pre 2012-13 diciamo) la popolazione era di circa 400000 abitanti sparsi su tutto l’arcipelago (ok, magari la gente che viveva a Gozo si e’ trasferita per lavorare a Malta). Attendo quindi di sapere quanti immigrati ci siano in questo momento.

Un ultimo punto da aggiungere e’ che da quello che ho appreso, nei decenni passati molti italiani con pochi scrupoli hanno esportato un po’ di mafia anche a Malta, si sono in parte fusi con poco di buono locali e ci hanno rovinato la piazza. Quindi si, e’ anche in parte colpa nostra.

Perche’ i maltesi sparano fuochi per tutta l’estate

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Sono orgogliosissimi dei fuochi di artificio, se li costruiscono da soli (non ho ancora capito dove) e dalla quantita’ sembra che il costo della polvere da sparo sia molto basso (cosa molto differente in Italia).

Iniziano a sparare alle 8 di mattina, ogni giorno. Continuano durante la giornata e alla sera naturalmente fanno un exploit finale.
Ora la tesi piu’ accreditata e’ che tengano lontani gli spiriti malvagi. Ma naturalmente deve essere solo una diceria.

  1. Perche’ i maltesi mangiano male
  2. La cucina mediterranea e’ la migliore al mondo, nella mia personale classifica la posso comparare solo a quella orientale Cino-Giapponese per vastita’ di risorse, idee, aromi e fantasia.

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Mi aspettavo qualcosa di simile con qualche influenza nordafricana ma purtroppo non e’ cosi. Malta e’ stata per molto tempo colonia inglese, da questo paese ha assorbito il peggio. Per rendersene conto e’ sufficiente andare in qualsiasi super mercato o market locale e trovare carne proveniente da Irlanda o Gran Bretagna, formaggio inglese e dolci Cadbury. A volte si trova anche qualche prodotto dell’estremo oriente (Indonesia, Filippine etc etc) che da noi in Italia non arrivano. Questo e’ il grosso di quello che si trova in un supermercato. Poi ci sono i piatti locali:

  • pastizi: sono come le sfogliatelle napoletane pero’ salate, al formaggio, ai piselli o al pollo. Costano 30-50 centesimi e ti riempono da morire.
  • timpana: una specie di lasagna bella sostanziosa
  • stuffat tal-fenek: il piatto nazionale, stufato di coniglio 
  • braġjoli: involtini di carne belli cicciotti
  • ftira: ciambella di pane locale, farcita con verdure, uova o prosciutto. Si mangia spesso a colazione.

La cosa per me assurda per un arcipelago in mezzo al mare, e’ che vi siano pochissimi piatti a base di pesce/ Questo perche’ al maltese medio non piace il pesce. L’unico piatto decente che ho provato sono i calamari ripieni di tonno.

Spesso alcuni maltesi mi hanno detto che preferiscono la quantita’ alla qualita’, questo credo si applichi a molti aspetti della loro vita.

Update Aggiungo per finire un articolo che mi hanno linkato: Malta un mito da sfatare

R’Lieh ed il mondo che cambia

È di nuovo Settembre, R’Lieh invecchia un poco, ed il widget in alto nella pagina non ha di meglio da mostrare che il mio post-del-compleanno mono-riga dell’anno scorso. Nel frattempo sono passati 12 mesi, sono apparsi 10 post e autoctoni e turisti hanno lasciato 11 commenti.

Non so se sia peggio o meglio degli anni precedenti, ma di certo è da tempo che questo blog ha perso i suoi autori, così come i suoi visitatori. I motivi sono vari, e variano dal globale passare di moda di blog e feed come formato e distribuzione, rimpiazzati dalle reti sociali, allo spostamento verso tecnologie più dirette e meno faticose. La chiusura di Google Reader da sola fu lapide e spartiacque fra due periodi.

R’Lieh era una volta il posto dove si condividevano link, si compilavano lamentele o discutevano eventi; si organizzavano cene, annotavano viaggi e spostamenti. In questo ruolo è stato sostituito prima dalla mailing list e poi da Telegram, passando dal pubblico al privato, dallo scritto lungo al messaggio minimo, dal lento ciclo pubblica-commenta alla messaggistica immediata. Allo stesso tempo si è scivolati da qualcosa di “eternamente” archiviato e facilmente condividibile, all’email dalla vita limitata, alle ancor più inarchiviabili chat e discussioni senza struttura. Alcune cose si guadagnano, altre si perdono.

Ci sono voci che questi cambiamenti non siano altro che cicli. Forse sono voci nostalgiche degli anziani della rete, o magari bisbigli speranzosi di giovani con intonsi ideali ed il prossimo prodotto rivoluzionario.

Scrivere e pubblicare per me resta importante, ed è il motivo per cui dopo tanti anni chezDreadnaut si è rimesso in movimento. Pubblicare visibile, archiviabile, sotto controllo e responsabilità mia. Sono in buona compagnia, quando sia Abdul che il Venza hanno appena riassestato i loro siti e si accingono in nuovi esperimenti. Prophecy menzionato un simile interesse, per ora rimangono solo antiche glorie.

In tutto questo riaccendersi di blinkenlichten, R’Lieh rimane in una posizione un po’ scomoda ed incerta. Le priorità della vita adulta già spostano i progetti personali verso il fondo di qualsiasi lista, e quando c’è la volontà di trovare spazio per costruire qualcosa, “un altro blog” perde rispetto a “il mio blog”.

È difficile perché una volta questo era un canale di comunicazione, ha perso il suo scopo originario, ed ancora non ne ha trovato uno nuovo. Per quanto mi riguarda, continuerò a guardare qua e la, sotto un cuscino o dietro ad un mobile, può darsi che qualcosa salti fuori.

Buon compleanno R’Lieh!

Twitch

Cercando video su YouTube di OverWatch ho scoperto un mondo tutto nuovo.

In principio erano i vlogger, poi arrivò DewPieDie e SouthPark. Si scoprì che c’era un mercato bello ricco di voyeur non solo orientati al porno, ma pur sempre al mondo voyeuristico e poi il GENIO.

Perchè non incrociare un sito tipo CAM4/Chaturbate con il mondo Geek? E magari farci pure una app?

Ed ecco che nasce Twitch

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Overwatch
Batman?
Batman?
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SFV

Expat to Malta – parte 1

Resoconto della prima settimana da expat-riato, emigrato, autoesportato in quel piccolo arcipelago che si trova nel mediterraneo, poco sotto la Sicilia.

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Premessa: le vicende che mi hanno portato qua, ovvero la selezione, le interviste, i test ma soprattutto le motivazioni per cui abbia fatto tale scelta si sono svolte in lasso di tempo abbastanza breve ma al contempo molto intenso.

Un po’ perché quando lavori per una azienda di consulenza IT (una delle più note) i ritmi, il carico di lavoro e il dover gestire il cliente giorno per giorno limitano moltissimo gli spazi di riflessione, l’analisi dei rischi a cui potrai andare incontro. Non riesci mai a prevedere tutto quello che accadrà dal momento che ti licenzi nel tuo paese e decidi di trasferirti in un altro, o almeno, io non ci sono riuscito :)

Ad un certo punto fai un bilancio di quello che hai, che puoi avere nel breve-medio termine e cosa speri di ottenere in futuro. Valuti e se poi hai un po’ di spirito di intraprendenza ti butti essendo ben conscio che dovrai fare molti sacrifici.

Due punti da dire sul precedente lavoro nel campo della consulenza. A differenza di 4 anni fa ho trovato un ambiente molto più positivo, un team che è cresciuto nel tempo invece che diminuire, ma soprattutto l’apprezzamento professionale sia dei manager che del cliente stesso.

A differenza di quando ero a Genova, dove nel momento in cui dai le dimissioni la prima cosa che fanno è cercare di farti sentire in colpa per la tua scelta, quando si ha a che fare con dei professionisti ottieni reazioni molto diverse.

Ma tornando alla mia prima settimana qua a Malta cosa posso dire per il momento?

Come è banale da intendere una cosa è fare il turista in un paese (cosa che ho fatto lo scorso anno) una cosa è avere a che fare con burocrazia, servizi, lavoro, trasporti nel day-by-day.

Innanzi tutto nella prima settimana il mio primo pensiero era trovare un alloggio più stabile della stanza in affitto in cui sto in questo momento. Le agenzia immobiliari maltesi ti cercano di propinare il primo appartamento disponibile senza darti il tempo di verificare a fondo ogni dettaglio, nel mio caso mi interessava avere un’abitazione non troppo lontana dal lavoro. Molti agenti non hanno una licenza (qua non è obbligatoria) ma soprattutto i vincoli legali sia per chi affitta che per chi fa da intermediario sono molto pochi. Per finire nonostante inglese e maltese siano le lingue ufficiali, tra di loro gli autoctoni parlano in maltese soprattutto quando non voglio farsi capire dagli stranieri.

Alla fine ho trovato una casa con tutto ciò che mi interessava: ammobiliata, a meno di 20 minuti dall’ufficio e, cosa che non fa schifo, a due passi dalla spiaggia.

Caw (si legge ciao)

 

Disi Homecoming 1986-2016

Trent’anni di Scienze dell’Informazione festeggiando nella sede dell’ex-Disi (ora noto come Dibris).13238961_10208571850907931_2302212601225900641_n

Tanta emozione, nostalgia e ricordi nel vedere docenti e studenti dopo tanti anni, chi con qualche ruga in più, chi con qualche figlio in più, con qualche capello in meno.

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Ma cosa è successo in questi anni (10-11 per me e per i fondatori di R’lieh)? Beh molti sono andati all’estero, lavoriamo praticamente tutti, siamo invecchiati è vero ma abbiamo fatto tanta esperienza.

Poi personalmente mi ha fatto molto strano trovare docenti che avevo conosciuto ad Ingegneria Informatica (Dist) quasi 20 anni fa insieme a quelli di Informatica di quasi 15 anni fa…

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La cosa che ci ha un po’ rattristato è che il dipartimento sembra si sia congelato nel tempo a dieci anni fa:

  • la bacheca dove attaccavamo i fotomontaggi e rimasta la stessa (solo che ora la carta è ingiallita)
  • i pc dei laboratori sono state aggiornate, ma i pc sono comunque sempre vecchi

Le 4 ore di diretta video, in cui citiamo l’intervento del Chiarellino, che ci ha spiegato come mai ci siano ancora poche donne tecniche nell’IT.

Un grazie agli organizzatori che si sono fatti il mazzo per l’evento, al catering di Nonno Cuoco, a Prophecy in giacca e cravatta e al parcheggio gratis.

Segnalo poi

Ed infine una citazione di Hal Abelson

“…when some field is just getting started and you don’t really understand it very well, it’s very easy to confuse the essence of what you’re doing with the tools that you use.”