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Cossiga

E’ morto Cossiga. Non si può dire che non sia stata una figura con luci e ombre, e non parlo solo del rapimento di Moro. Come capita sempre alla morte di qualcuno, se ne legge solo bene.. D’altra parte personalmente non credo nèvoglio far credere che fosse tutto il contrario, ma vorrei farvi leggere queste sue parole rilasciate nel 2008 in un’intervista al Quotidiano Nazionale, a riguardo di movimentazioni di protesta studenteschi di quel periodo:

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»

Ora, per chi ha la memoria corta e non si ricorda di piazza Navona nel ’77, vada a farsi un ripassino. Cossiga era ministro degli interni. Nessuno trovò mai chi fu a sparare fra la folla.

Se poi vogliamo pensare a tempi più recenti, pensiamo al nostro bel G8 di Genova, alle violenze avvenute fra i manifestanti (ma ad opera di CHI fra i manifestanti?) e alla violenza “di risposta” della polizia. Certo, nessuno ha ammesso nulla a questo riguardo come praticamente fece a riguardo di piazza Navona Cossiga due anni fa. Tuttavia prendendo in prestito le parole di un’altra figura oscura dell’Italia, “A pensar male si fa peccato, ma molto spesso si indovina”.

Ah, ultimo inciso, direttamente da wikipedia, a riguardo di piazza Navona:

Per l’ex presidente della commissione stragi Giovanni Pellegrino, le parole di Cossiga pronunciate sull’accaduto confermerebbero come “quel giorno ci possa essere stato un atto di strategia della tensione, un omicidio deliberato per far precipitare una situazione e determinare una soluzione involutiva dell’ordine democratico”.

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