Irashaimaseee!!

Ecco, dopo ormai mesi dal termine del viaggio, il/i post sulla mia vacanza.
Il ritardo è mostruoso e non chiedo scusa perchè sono imperdonabile, quindi vado tosto a favellare!

Allora, per chi non lo sapesse, in quel di Marzo/Maggio (proprio nel pieno della festa nazionale per la fioritura dei ciliegi) sono stato in Giappone.

Collega di lavoro: “La mia ragazza fa uno stage in Giappone per l’università”
Io: “Bello, ho sempre sognato di andare in Giappone”
Collega di lavoro: “Andiamo!”
Pigio immediatamente tasti e clicco mouse per prenotare i biglietti.

L’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela scappare (quando mai avrei trovato nella mia compagnia persone con soldi e tempo per fare un viaggio così?).

Tappe: Tokyo, Nikko (a Kyoto non abbiamo trovato un ryokan libero) e di nuovo Tokyo.

TOKYO
Già il Prophecy (se ricordo bene) si era dilungato nella descrizione di questa città e, francamente, cosa potrei dire sulla geografia ed i monumenti che già non sia stato visto in film, cartoni animati o su internet?
Quindi taglierò questa parte.

Per il resto, che dire… il primo impatto è stato un po’ alienante.
Dopo, più o meno, quattordici ore di volo passate su un bell’airbus modello recente, con monitor davanti ad ogni sedile, belle hostess, buon cibo e spazio a volontà (era quasi vuoto e ci si poteva stravaccare sui sedili), la prima stazione della metro in cui siamo arrivati ci ha tirato un bel cazzottone nello stomaco e ci ha mostrato il medio.
Si perchè bisogna sapere che a Tokyo ci sono parecchie compagnie (pubbliche e private) che gestiscono i trasporti ma solo un paio utilizzano insegne con indicazioni in inglese (una è la Tokyo Metro) e ovviamente la nostra non era una di quelle; in più la ragazza del mio collega (l’unica persona della compagnia che parlasse il giapponese) non era presente.

“Belìn!” dico io.
“Boia dè!” dice il collega (è toscano, poverino), “Proviamo a chiedere a qualcuno!”…
Beata ingenuità: era mattina ed oltre ad avere sempre molta fretta, il giapponese medio non ti considera se non parli il suo idioma e, anzi, ti scaccia via o, quando vuole essere gentile, scappa a gambe levate!
Ricordavo il Prophecy che ne aveva già parlato ai tempi, ma non pensavo che arrivassero a tanto!

Ci sono due teorie a riguardo: la prima dice che il giapponese non conosce l’inglese e si vergogna molto di non poter aiutare uno straniero che gli rivolge la parola.
La seconda, invece, dice che il giapponese SI’ conosce l’inglese ma si vergogna di parlarlo con lo straniero, perchè non si ritiene all’altezza.

In ogni caso l’istinto di conservazione, in questi anni, deve essere aumentato e, al posto di eseguire un seppuku, chinano il capo rammaricati e se ne vanno via (tranne la bagasc.. la signorina che mi ha gentilmente cacciato via… ma sempre visibilmente molto dispiaciuta!).

Dopo una buona mezz’ora passata a cercare di decifrare le cartine della metro e a capire come diavolo funziona il sistema di pagamento dei biglietti, alla fine riusciamo a contattare telefonicamente la nostra guida e in qualche modo arriviamo sani e salvi all’albergo: economico, abbastanza pulito, vicino al centro, con personale che parla inglese e colazione all’occidentale.

Prossimamente: il resto di Tokyo (ed il Museo Ghibli!!), Nikko, uomini blu ed il mistero delle scarpe larghe e delle ginocchia storte.

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2 Risposte

  1. Abdul ha detto:

    Lodi lodi lodi finalmente la recensione di Tokyo!

  2. Da dsar ha detto:

    Più foto!!!

    Come si usa dire: foto o non è accaduto!

    ps: volutamente tradotta per non attirare l'attenzione…

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