Rlieh

I'm getting older and need something to R'Lieh on

Burocrazia che va, burocrazia che viene

Oggi mi e’ arrivata una mail da Aruba:

“Gentile Cliente,
Aruba è lieta di comunicarLe che, a seguito dell’introduzione delle nuove procedure di registrazione dei domini.it introdotte dal Registro.it a settembre 2009 e a seguito dell’accreditamento come Registrar di Aruba.it, alcune operazioni inerenti al dominio, come la modifica dell’intestatario, potranno essere richieste e gestite in maniera più semplice e rapida in quanto, non sarà più necessario inviare alcuna documentazione al Registro, ma sarà sufficiente inviare apposita richiesta ad Aruba.it corredata di codice AuthInfo.”

Non so voi, ma la trovo una notizia rivoluzionaria, benche’ sia passata in sordina. Per decenni registrare un dominio .it e’ stato un delirio. Mi ricordo quando lavoravo per un provider che bisognava mandare VIA FAX dei documenti a un numero che risultava occupato 9 volte su 10, e solitamente il FAX andava mandato piu’ di una volta perche’ al NIC risultava illeggibile. Ci siamo arrivati con 10 anni di ritardo (registrare un .com equivaleva a pagare e a fare un click su un checkbox) ma ci siamo arrivati. Un piccolo passo per il NIC un grosso passo per l’umanita’… Mi chiedo come mai non fosse possibile farlo prima. Ma siamo in Italia ed e’ una buona cosa imparare ad accontentarsi.

Poi la mia gioia si esaurisce immediatamente. Apro punto informatico e trovo questa notizia:

Infatti, se quanto scovato da Stefano Quintarelli dovesse essere confermato nei fatti, nel decreto del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2010 si legge che se si vuole installare un device e collegarlo alla rete di comunicazione pubblica, occorre chiamare un installatore iscritto all’albo. In altre parole: se sei deve installare un router, uno switch, qualsiasi dispositivo che si colleghi in Rete, occorre chiamare un tecnico iscritto all’albo: prevista, in caso contrario, una sanzione da 15.000 a 150.000 euro.

L’articolo (come tanti di punto informatico, ahime’) e’ un po’ tendenzioso e forse esagerato: a quanto pare la legge non si applica a piccoli apparecchi domestici quali i modem ADSL/Router. E puo’ aver senso che ci voglia un tecnico specializzato iscritto all’albo per installare un ROUTER CISCO in una grossa azienda. Ma non era gia’ cosi’? Cioe’ chiamereste il vostro amico smanettone per installarvi una rete in un’azienda di 1000 persone? Ma le piccole aziende? Mio padre ha un router con 4 computer attaccati.. devo chiamare un tecnico iscritto all’albo per impostarlo? Se vogliono liberalizzare il mercato non mi sembra che il modo migliore sia creare una casta (perche’ di questo si tratta) che fara’ cartello dove magari invece di avere gente specializzata ci sara’ un sacco di gente incompetente ma che e’ stata capace (tramite raccomandazioni) di iscriversi all’albo. Ma vabbe’, siamo in Italia… La cosa positiva e’ che la legge va approvata entro il 14 dicembre, prima che il governo cada. E la cosa non e’ tanto fattibile.. Ho sempre piu’ voglia di emigrare….

Prophecy

6 pensieri su “Burocrazia che va, burocrazia che viene

  1. Tu dormi, ed aruba anche. E' un anno che altervista registra i domini per direttissima… registrato uno ieri, meno di un ora ed avevo la conferma dal NIC, tre o quattro ore ed era propagato.

    I vecchi registrar non erano passati alla nuova procedura per motivi loro (ad esempio perché non avevano ancora rinnovato il contratto da registrar…) ma i nuovi sono sotto il nuovo regime da quasi un anno.

  2. Riguardo all'albo se ne parla da anni e varie associazioni credono sia la soluzione a molti dei problemi dell'umanità. Sinora però avevo sentito solo paventare di albi dei programmatori, albi del software etc. Il fatto che si parli di un albo degli installatori hardware mi lascia confuso e diviso. Mentre sono quasi certo un albo dei programmatori sia una idea del cavolo, sugli installatori sono combattuto. Da un lato c'è veramente tanti pipparoli là là fuori. Dall'altro c'è l'ossessione per le certificazioni cisco e microsoft. Dall'altro c'è anche tanta gente che soffre duro per arrivare a fine mese e non riesce a riciclarsi, riparatori strangolati da prodotti da 4 soldi di mediaworld che costano meno dei pezzi di riparazione. Oltretutto è traduzione degli albi professionali italiani di venire con una serie di assurdità, tipo la cassa previdenziale obbligatoria, che teoricamente paga di più della gestione INPS, e dovrebbe costare di meno. Ma in pratica non la sostituisce, solo diminuisce la percentuale INPS, la percentuale totale è maggiore, ed al momento del pensionamento paga briciole.

  3. Ok, sono contrario.

    Ma ci sono veramente tanti pipparoli là fuori.

    E tanti commerciali che vendono i pezzi più economici (costosissimi) della cisco a microditte dal grosso ego.

    (so di due piccoli studi professionali con router cisco. Uno dei due peraltro imposto (mi hanno detto) da fastweb)

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