C’era una volta un blog (13 Settembre 2003 – 13 Settembre 2013)

R’Lieh

In principio era un diario di avvenimenti più o meno pubblici. Poi divenne una raccolta di link e di immagini in quello che allora non era ancora il Web 2.0

Pian piano amici e conoscenti si sono succeduti nel trasmettere il loro pensiero e commentare quello che succedeva nel mondo tecnologico e non.

Dal classico e caro vecchio sito statico siamo passati sperimentando un po’ tutto e siamo approdati per pigrizia e mancanza di tempo a wordpress, anche perchè Blogger è un progetto molto trascurato da Google.

Ma come è cambiata la Rete in questo decennio?

Le reti sociali hanno rovinato molto, praticamente tutto quello che ci poteva essere di buono in Rete. Una volta si “navigava” in Rete per cercare informazioni, non per farsi gli affari del tuo compagno di banco delle elementari. Oltre a cioò blog e forum erano luoghi dove poter condividere e discutere liberamente le proprie opinioni e non ricettacoli di pubblicità o di propaganda elettorale.

Abbiamo migrato i lati peggiori della televisione su Internet e siamo riusciti a fare anche di peggio.

  • Personaggi squallidi che si credono Vip perchè scrivendo qualche cazzata aumentano il numero di follower su Twitter
  • Minorenni in slip e reggiseno che vendono le proprie foto per una ricarica telefonica.

Cosa ci ha cambiato? La pigrizia secondo me. I pulsantini “mi piace”  e “condividi” hanno ucciso tutto.

Il Bill Gates degli anni 2000, Zuckerberg, ha avuto il genio di capire come sfruttare alcune delle debolezze umane per fare miliardi: curiosità, pettegolezzo, bassa autostima, senso di rivalsa.

Lo strumento si è reso disponibile a tutti, ma la qualità si è appiattita a livelli infimi.

Pochi giorni fa pensavo riguardando un album di foto dell’infanzia che al giorno d’oggi molte persone pubblicano foto di figli,compagni,parenti e amici online ed è come se prendessimo un nostro album di foto e lo regalassimo ad una azienda senza che ci dia un centesimo in cambio. Non solo, perdiamo anche parte dei diritti su quelle immagini.

D’altra parte se fino a poco tempo fa non utilizzare una rete sociale era una semplice scelta, ora è diventato un criterio per stabilire se hai problemi di socializzazione o se sei un deviato mentale. Provate a chiedere a qualsiasi bambino o ragazzino se abbia accesso ad Internet, se abbia un account Facebook, se abbia a disposizione un cellulare.

Ho notato con stupore che su Facebook è stato introdotto una feature che non si vedeva dai tempi di Livejournal: lo stato emotivo (arrabbiato,felice,triste), se pensate che sia per fare un piacere agli utenti vi sbagliate di grosso. E’ solo per migliorare i criteri di retargeting pubblicitario. (Pratica che Google applica da quando ha inventato Gmail)

Dove voglio arrivare? Al fatto che da qualche anno tutto ciò che è gratis è diventato sospetto. Soprattutto su Internet. Il mercato online di oggi si fonda su tutto quello che è : gratis, in offerta, a punti, con coupon e così via.

Mi spaventa che tutto ciò per le generazioni future stia diventando la normalità. Non che voglia fare il moralista, ognuno è libero di mostrare al mondo la propria vita come vuole, mi preoccupa che non ci sia abbastanza informazione sulla gestione di questo materiale.

Altro pensiero degli ultimi tempi: siete andati ad un concerto, evento sportivo recentemente. Quanti spettatori avevano in mano uno smartphone o una macchina fotografica per riprendere quell’evento? Quando è che il desiderio di registrare e mostrare agli altri un evento è diventato più forte di vivere il momento stesso?

Parlavo con mia nipote poco tempo fa (18 anni) e non riusciva a comprendere come facessimo ad uscire alla sua età SENZA cellulare, come la gente si potesse ritrovare e mettersi d’accordo per uscire di sera. O semplicemente studiare senza Internet. Sono rimasto allibito, avrei voluto nasconderle il cellulare per un giorno e vedere come faceva.

O forse sto semplicemente invecchiando, del resto solo 50/60 anni il telefono in casa era un lusso.

E se finissimo come Idiocracy? Forse ce lo meritiamo. So solo che se dovessi cambiare vita, trasferirmi penso che taglierei i ponti con qualsiasi cosa sia afferente alla tecnologia.

PS Ho iniziato parlando di R’lieh e sono finito a fare ragionamenti socio-tecnologici. Che aggiungere, andiamo avanti continuiamo a combattere i meganoidi e i giganti. Limitiamo al minimo le perdite di tempo, i frizzi e i lazzi e concentriamoci sul faceto più concreto. La sferella verde e bombata si è infranta, ora esce il fumo di Lost.

abdul

Abdul Alhazared, a.k.a. Al Azif, ha circa 1000 anni e gironzola su vari piani dell'esistenza. Dopo aver scritto il Necronomicon si è dedicato alla tecnologia e alla scienza, muovendosi di tanto in tanto in Europa.

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2 Risposte

  1. C.Chaos ha detto:

    Orgoglioso di non essere su fessbook

  2. abdul ha detto:

    Di non essere “più” su Facebook, Capitano 😛

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