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Mentre chiudono RazorBack, speriamo temporaneamente

In sé il sequestro dei server Razorback, collocati in Belgio sebbene gestiti da un’associazione svizzera, non giunge come un fulmine a ciel sereno: già da tempo, da almeno due anni, le autorità investigative avevano iniziato a monitorare le attività del server, considerandolo responsabile per la disseminazione di moltissimi film, brani musicali ed altre opere protette dal diritto d’autore. Le indiscrezioni fin qui trapelate affermano che anche l’amministratore principale di Razorback sarebbe in stato di fermo.

E mentre Fastweb risponde (grazie Shadow) così alla richiesta di delucidazioni sui sospetti limiti di velocità nelle connessioni della fibra ottica

Gentile cliente, FASTWEB applica alcuni accorgimenti per la regolamentazione del traffico relativo ad applicazioni “Peer to Peer”: in particolare viene controllata la capacità upstream utilizzata da ogni Client (PC) verso qualsiasi destinazione all’esterno del dominio di FASTWEB (ad esempio verso Wind, Interbusiness, Tiscali). La necessità di regolamentare nel suddetto modo il traffico P2P nel punto di interconnessione tra FASTWEB e tutti gli altri operatori, è una conseguenza della necessità di garantire il buon funzionamento ed un trattamento equanime alle diverse tipologie di traffico sia in termini di applicazione (i.e. http, FTP, e-mail, etc.), sia in termini di utilizzatori finale (Business e Residenziali) su quei collegamenti di interconnessione tra diversi operatori, dove non possono essere applicate diverse forme di qualità del servizio. Le applicazioni P2P hanno infatti la prerogativa di tendere a fagocitare tutta la capacità disponibile, a scapito di altre applicazioni. La non regolamentazione del traffico “Peer to Peer” avrebbe inoltre come conseguenza la costante saturazione dei collegamenti di interconnessione per il traffico in uscita da FASTWEB verso gli altri operatori. Nessuna policy viene invece applicata nella direzione downstream e per il traffico all’interno del dominio FASTWEB.


ecco che Skype fa accordi con Intel per limitare le conference call su sistemi con processori non dual core Intel e altra fuffa

By choosing to work exclusively with Intel, Skype is excluding technology that is arguably more powerful than Intel’s. A series of benchmark tests conducted last year by Tom’s Hardware gave an overall performance edge to AMD’s dual-core chips but rated Intel’s dual-core chips better in some multitasking situations.

bravi bravi, continuate così. bravi

P.S. ho provato Skypho, funziona, ora ho un numero di telefono urbano raggiungibile ovunque (previa connessione alla Rete).
Ho fatto test di chiamata e ho verificato che effettivamente le tariffe applicate sono quelle di una chiamata urbana.
Provatevelo finchè è gratise, il client X-lite c’è per ogni piattaforma.

Di abdul

Abdul Alhazared, a.k.a. Al Azif, ha circa 1000 anni e gironzola su vari piani dell'esistenza. Dopo aver scritto il Necronomicon si è dedicato alla tecnologia e alla scienza, muovendosi di tanto in tanto in Europa.

4 risposte su “skypho”

Bisogna dire che un po’ di shaping i provider devono farlo, altrmenti diventa impossibile usare qualsiasi altra cosa. Quando scaricavo con BT senza mettere limiti non si riusciva a fare nulla, anche se andavo a bomba. Ora ho messo su un po’ di wondershaper e le cose sono migliorate parecchio.
Però un conto è imporre delle priorità al traffico, tutt’altra cosa è limitare tutto il traffico p2p ad una velocità ridicola.

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