La sottile linea rossa

Sono passati solo due mesi dal diffondersi del virus Covid-19 ma possiamo già fare una analisi di quanto,  nonostante il “futuro” sia alle porte, la nostra società sia debole.

La tempesta biologica quasi perfetta oltre ad essersi diffusa in maniera bizzarra (Cina -> Corea del Sud –> Italia –> Iran–> ?) ha dimostrato:

  • quanto l’economia mondiale sia fragile; la produzione tecnologica ed in generale quella di massa, è centralizzata in una solo nazione, la Cina, e non esistono alternative al momento.
  • che il sistema sanitario italiano già affaticato e senza fondi sia crollato in meno di un mese (l’eccellenza lombarda non riesce più a gestire i casi, tanto che hanno iniziato ad aprire i primi ospedali militari)
  • che filtrando il rumore delle fake news dei social, sono rimasti a galla, come rifiuti, la politica ed il giornalismo più beceri, sempre pronti a diffondere terrorismo psicologico
  • la diffusione del virus ha dimostrato quanto i gradi di separazione si siano ridotti e siano oltremodo bizzarri (Codogno? Alassio? Pescia?)

Sebbene qua ancora non si sia diffuso come ancora come in Italia e sebbene si siano prese precauzioni diverse, sin dall’inizio ho avuto un leggero sospetto che non fosse la solita influenza. Un po’ perchè la Cina non quarantena 50 milioni di persone per scherzo, un po’ perchè appunto paragonandolo ad una Sars, Ebola o H1N1 non sono mai venuto a conoscenza di persone di mia conoscenza direttamente coinvolte. Ma col coronavirus prima o poi ti capita. E non è una normale influenza. E’ vero che nei minori per fortuna non crea problematiche e nei più piccoli sia praticamente innocua, ma non è vero che sia pericolosa solo per gli anziani. Perchè personalmente non ho mai sentito parlare di una influenza che si trasformi in polmonite acuta in soggetti di 40 anni, che colpisca fino agli alveoli polmonari e ti faccia finire in terapia intensiva.

Se non è ancora arrivata li da voi, meglio così. Al momento si spera che venga commercializzato al più presto un vaccino, due sono in fase di trial negli USA da questa settimana.

Certo, non è la peste bubbonica, e non si deve neanche andare a saccheggiare i supermercati. Ma è stata comunque una lezione che penso abbia dato una scossone un po’ a tutti.  

Ultimo aggiornamento da Global Cases by Johns Hopkins CSSE

Purtroppo non è Plague Inc, gioco tra l’altro rimosso dagli store
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