“Asia can’t wait” – Viaggio a Macau

Da Hong Kong in meno di un’ora si raggiunge un’altra perla del pacifico, la penisola di Macau. Una volta colonia portoghese (ne conserva il bilinguismo ed alcuni dolcetti simili a quelli di Belem in Portogallo), Macau è tornata ad essere cinese dal 1999 ed è diventata nota come la Las Vegas d’oriente. 

La comparazione quantitativa al 2017 sembra dar ragione alla cittadina americana: Las Vegas (104) vs Macau (33) casinò. In realtà dal 2014 Macau genera un fatturato 7 volte superiore a quello americano. Anche perchè è l’unica zona per il gioco d’azzardo legalizzato in Cina. E vi assicuro che di gente ce ne era veramente molta, benché fosse lunedì e benché ci fosse un tifone in corso.

Bassorilievo dentro uno degli hotel

Cosiccome a Las Vegas, il gusto per il pacchiano e per lo sfarzo estremo in questi hotel è gargantuesco.

Altro bassorilievo
  • Vicino ad uno dei porti c’è una ricostruzione del Colosseo.
  • Dentro un hotel ad un certo punto si è aperto il soffitto, è partito un video psichedelico e poi è spuntato un mega lampadario (tipo Triderg G7 al contrario)
  • Nella hall di un altro albergo ho trovato una colonna acquario piena di pesci ed enormi fiori di vetro in stile Alice nel Paese delle meraviglie
La statua di Kum Iam

 

Il piccolo centro storico di Macau è un dedalo di sali e scendi dove si possono ammirare sia templi buddisti sia alcune chiese cattoliche. Il monumento più famoso sono le Rovine di San Paolo chiesa di cui ad oggi rimane in piedi la sola facciata.

Il soffitto da cui è uscito un mega lampadario. Notare i segni zodiacali cinesi.

 

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