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FreakNet MediaLab

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cos’è il FreakNet MediaLab

Il FreakNet MediaLab è un laboratorio autogestito di informatica costruito quasi interamente da cose regalate da persone di buona volontà e di pezzi recuperati da vecchi computer risalenti dalla metà degli anni settanta fino alla tecnologia odierna.

Fornisce un servizio informatico gratuito a Catania, unico in italia, di una qualità superiore sotto molti aspetti a quello fornito dai vari organi dell’Università, a chi viene a trovarci presso l’ARCI, in via Landolina a Catania, al secondo piano, oppure a chi si collega con noi tramite TELNET o SSH. Un’utenza, “luther”, è libera per l’uso di tutti, con password “luther”.

servizi informatici di base

* Accesso gratuito ad una rete di circa 15 computer, con sistema operativo UNIX/Linux, con o senza X-Windows, e una popolazione di più di 400 utenti, dall’italia e dall’estero;

* Strumenti per l’elaborazione di testi, tipografia e stampa, compresa la scrittura in lingua araba (in fase sperimentale);

* Sistemi per elaborazione grafica ad uno stato embrionale (scanner attualmente non funzionante); potenti software per la grafica;

* Lettura/recupero dati da media arcani (hard disk, CD, floppy e nastri magnetici di varie dimensioni);

* Spedizione di posta elettronica in Internet con consegna immediata e propria casella postale gratuita per ogni utente, con scambio posta medialab-server crittografata tramite tecnologia SSL;

* Accesso al World Wide Web e altri servizi Internet interattivi, con la possibilità di utilizzare strumenti software adatti alla visualizzazione di pagine web in lingua Araba (per la navigazione: una donazione spontanea è auspicabile

protezione dei dati

A differenza di alcuni sistemi, compresi quelli commerciali, i dati archiviati da ogni utente del MediaLab sono discretamente protetti contro cancellazione e modifica, accidentale o no, da parte di altri utenti, e nessun utente “normale” corre il rischio di bloccare l’intero computer; al massimo può cancellare i propri dati e, con un po di sforzo, rendere temporaneamente inutilizzabile il proprio account.

Periodicamente si fanno delle copie di riserva di tutti i dati degli utenti, che vengono conservate in un altro edificio, per sicurezza contro incendio o contro eventuali abusi di potere.

Siccome alcuni frequentatori del MediaLab hanno un “allegro passato”, viene applicata una notevole conoscenza su come tenere sicura una rete di computer contro virus, attacchi informatici e cose simili. Infatti, pur dando accesso libero e non-sorvegliato, il FreakNet MediaLab non ha finora subito alcuna disfunzione dovuta a cause di questo genere.

corsi di informatica da zero

Si sono tenute da dicembre 1999 fino ad oggi 10 corsi di informatica, ciascuno di 10 studenti, partendo dal presupposto che l’allievo non abbia mai usato un computer. Magari qualche macchina da scrivere…

Attualmente è in programmazione un’altra sessione di corsi, ed è probabile, viste le numerose richieste, che verranno riproposti anche alla fine del prossimo anno.

la biblioteca/infoteca/schedoteca

Il MediaLab è fornito di centinaia di manuali per computer, sistemi operativi, applicazioni e componenti, e di una vasta selezione di dischetti di varie dimensioni, contenente perlopiù pacchetti di software e driver per DOS di tempi passati. Dagli scarti dei rottami di computer sta nascendo una specie di “Sanfilippo dell’informatica” con schede standard per PC dei soliti tipi, spesso funzionanti, e pezzi per architetture strane (cartuccie di caratteri per stampanti particolari, memorie con attacchi speciali per specifici computer portatili, qualche pezzo di computer domestico). Non esiste un inventario di questa roba, purtroppo; bisogna curiosare e scavare.

i computer

I servizi Linux del MediaLab girano quasi esclusivamente su computer del tipo PC clone con processore 386 in su. Ogni computer fornisce una postazione di lavoro con tastiera e schermo per applicazioni testuali (accesso alla posta e alle notizie elettroniche (newsgroups), preparazioni di testi e molti altri servizi) ed eventualmente un mouse se si tratta di un computer adatto a sostenere l’ambiente grafico X-Windows.

Attualmente, la rete informatica del MediaLab può reggere l’accesso di circa 20 utenti simultaneamente, di cui cinque possono lavorare in ambiente grafico, 14 in ambiente testuale e uno via modem.

Le macchine si chiamano:

* medialab: Essendo il computer più veloce della rete, con processore AMD K6-III a 400MHz e 192 megabyte di memoria RAM, medialab fornisce quasi tutti i servizi di elaborazione, e detiene tutti gli archivi degli utenti.

* vostok: Un PC con processore Pentium a 100 MHz, vostok, tiene i servizi locali di grosso volume (server FTP e WWW), e ospita il gioco multi-utente d’avventura “anatolia”, ottimo strumento per migliorare la propria comprensione dell’inglese scritto.

Lavora come terminale grafico X-Windows per applicazioni che girano su medialab.

* catania1: Questa è la macchina storica su cui è stato realizzato il primo BBS a Catania aperto 24h/24, il leggendario “CATANIA 1 BBS”, donataci dal suo fondatore, Alberto Marcedone. Il sistema è ora rinato in ambiente Linux sullo stesso hardware: un 486. Dispone di un multi-lettore per 7 CD-ROM ed uno per nastri magnetici di grosso formato. È la macchina che rispondeva alle telefonate in ricezione al numero di FreakNet, 095-320959. Su catania1 è installata la release 7 della distribuzione “SlackWare” di Linux, del novembre ’99, mentre altre macchine usano la “SlackWare 4” del maggio 1999 con varie aggiunte, tranne per i 386, che hanno una versione ancora più antiquata.

* pioneer: Un altro 486, fornisce alcuni servizi di basso livello alle altre macchine della rete. Lavora in modalità testuale e come terminale X.

* apollo13: Un 486 con 8 megabyte di memoria RAM, che fa pure da terminale X-Windows. Questa macchina era la porta di accesso al PDP 11/34, e dalla sua utenza libera “luther” è possibile studiare un po’ del materiale relativo ad esso.

* viking: Un pentium per applicazioni X-Windows

* mir & skylab: I primi sistemi Linux del MediaLab, realizzati con dei 386 lenti. Mir in particolare è attivo da ANNI e sembra essere la macchina in assoluto più affidabile di tutto il laboratorio: trattasi di un 386 olivetti con 4 Mb di ram e soli 40 mb di hard disk, scheda video monocromatica e floppy disk da 1.44 Mb.

Oltre a queste macchine, il MediaLab cura un piccolo museo di pezzi antiquati, di cui è possibile maggiori informazioni nella apposita area del sito dedicata:

* pdp11 (in riparazione): Un PDP-11/34 del 1982 con 2 floppy da 8 pollici, un hard disk rimovibile di 10 megabyte, 256 kilobyte di memoria, due porte seriali e delle strane uscite per attaccarlo ad uno schermo grafico e a dispositivi per la medicina nucleare. Si possono introdurre programmi in linguaggio macchina (in base 8) sulla tastierina frontale e provarli. Ancora non sappiamo far funzionare alcun dispositivo per output; bisogna esaminare i risultati leggendo i contenuti dei registri del processore a programma terminato, sempre dal pannello frontale in base 8.

* tower: Un NCR Tower 650 del 1989, con sistema operativo Unix System V, 18 porte seriali e un lettore per nastri di grosso formato. A parte il PDP-11, è un delle poche macchine della rete FreakNet a non avere un processore della famiglia *86 (ci sono anche delle sparcstation della SUN), avendo un 68020 della Motorola con 8 megabyte di RAM. In quanto macchina eterogenea ai sistemi Linux su *86, permette, assieme a xenix386 (vedi) e alle sparc, di verificare la portabilità di programmi scritti in ambiente Linux ad altre versioni di Unix.

* xenix386 (in attesa di ricostruzione su un nuovo pc causa scheda madre bruciata): Un Olivetti M380 del 1990 con sistema operativo SCO Xenix 386. Non è direttamente attaccato alla rete; si può accedere da tower650 via cavo seriale.

* challenger: Una SUN SparcStation 5, con cpu Fujitsu MB86904 23Mhz (architettura sun4m), 32mb di RAM, vanta un caricatore esterno scsi capace di contenere fino a 7 cdrom, ed un enorme monitor (originale SUN) 21″ molto comodo per guardare i log di sistema, un piccolo hd da 250 MB, kernel linux 2.2.19 su distribuzione slackware.

* columbia: Una SUN SparcStation 5 identica a challenger ad eccezione del disco fisso, più capiente, è stata battezzata così in onore degli astronauti scomparsi sull’omonimo shuttle. Il sistema operativo installato è un NetBSD 1.6.

* Varie macchine IBM RISC6000 con sistema operativo AIX, completi di terminali e lettori di nastri.

Ricordiamo che qualsiasi macchina DOS non utilizza alcun software che necessiti di licenza d’uso. Infatti le poche macchine DOS funzionanti al MediaLab, lavorano con il Caldera OPENDos 7.01, gratuito, liberamente scaricato da internet, e la cui copia è libera, pur non essendo un prodotto GNU/OpenSource, mentre i sistemi XENIX e Unix System V hanno oggi una licenza di tipo libero per utenza hobbistica, come sancito dai documenti reperibili presso il The Unix Heritage Society

i terminali seriali

Oltre ai computer veri e propri, il MediaLab dispone di un numero di terminali seriali: delle unità con solo schermo e tastiera che permettono di accedere ai servizi informatici di altri computer. Ogni macchina Linux sopraelencata permette di connettere fino a due terminali seriali mentre tower650 ne accetta 16.

la rete interna

Tutte le macchine Linux del FreakNet MediaLab sono connesse a una doppia rete in bridging tra “thin ethernet” e RJ45, che copre il piano “pubblico” dell’ARCI, da cui gli utenti possono accedere alle macchine pubbliche. È possibile visionare una mappa della rete scaricando questo png.

Puoi trovare maggiori informazioni nella zona adibita alla documentazione tecnica

altra roba

Fra gli strumenti nei magazzini del MediaLab che si crede di poter mettere in funzione, segnaliamo un terminale braille con tante di quelle puntine a sei a sei che si alzano, un plotter con i pennini ad inchiostro liquido, un lettore ottico per codici a barre e tanta di quella roba fantasiosa.

2 risposte su “FreakNet MediaLab”

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