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L'olio di colza danneggia gravemente Siniscalco

Prima di fare questo discorso occorre una piccola premessa. Quanto sto per
dire danneggia gravemente il ministero delle finanze, inoltre e’
considerato “truffa” dallo stato. Se deciderete di mettere in atto quanto
NON vi consiglio affatto di fare, quindi, sarete perseguibili e io
ovviamente NON vi consiglio di farlo. VI spiego semplicemente e nel
dettaglio cosa NON fare.

6 risposte su “L'olio di colza danneggia gravemente Siniscalco”

Ci sono un paio di cosine da dire.
Il vero diesel è nato per utilizzare quella sorta di scarto che deriva dalla raffinazione del petrolio.
Un prodotto che non ha la propieta combustiva della benzina ed ancora troppo prezioso per essere trasformato in plastica o bitume.
La combustione del diesel vero non avviene tramite “innesco” come nel benzina per via delle candele ma attraverso il processo di polverizzazione.
Il combustibile viene riscaldato ad alte temperature quindi viene pressurizzato e fatto passare attraverso un piccolo ugello.
Questo fa si che vengano realizzate delle micro gocce simile alla nebbia che a contatto con l’aria, l’ossigeno prende fuoco dando vita ad un’esplosione nel cilindro.
La forza è così repentina da richiedere un minor numero di giri per svilluppare lo stesso lavoro di un benzina ed una coppia maggiori ma ne consegue un maggior lavoro di sincronizzazione per evitare punti morti nel lavoro del motore.
Da qui ne deriva l’uso di motori grossi; tanti cilindri e tanta cilindrata.
Ecco quindi che l’olio di colza può essere utilizzato anche sui turbocompressi…il principio è lo stesso solo che viene messa più aria e quindi più scoppio.
Logicamente piu il combustibile è “peasante” cioè meno raffinato e più il motore sarà grosso e potente.
Ecco quindi che le navi utilizzano Nafta, i camion gasolio….le auto diesel.
La distinzione negli ultimi tempi tra diesel e gasolio è sparita.
La differenza a livello di common-rail, invece, è a livello strutturale.
In questo tipo di motori vi è un serbatoio mantenuto pressurizzato di carburante e l’elettronica comanda l’apertura dell’inniettore…nei vecchi motori la pompa di alimentazione sparava a rotazione il combustibile verso le camere di scoppio.
Ecco quindi nel common-rail una gestione più distribuita di coppia e potenza con la possibilita di creare anche motori più piccoli (il 600 della Smart) perche il serbatoio funziona da autoclave e qundi la pressione è sempre disponibile su tutti gli inniettori.
Anche qui io non vedo valide motivazioni per cui non possa funzionare….il tempo di riscaldamento è circa lo stesso..anzi l’olio si riscalderà prima perche meno denso…aiuta il motore….per via della sua consistenza viscosa che ne aggevola la lubrificazione e lo scarto pesante della combustione, cioè l’incombusto, e materiale di derivazione vegetale….del tutto naturale e l’olio come tutti i fluidi e incomprimibile.
Il problema dell’accensione quindi, a parer mio, non esiste.C’è inoltre da dire che la notizia era già un po’ vecchiotta e digerita e secondo me quelli del giornale hanno provato a remare un po’ contro per pararsi il culetto.
Vorrei ricordare inoltre che sono anni che ad esempio in Brasile le macchine le fanno andare con l’etanolo o con prodotti di derivazione della lavorazione della barbabietola da zucchero.
So inoltre che sono stati sviluppati progetti che vedevano l’utilizzo di prodotti di derivazione dei rifiuti organici….sempre e comunque roba naturale!!!!

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