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Canada, Day 0 and 1

Un venza dotato di un bel mal di testa da sei ore di jet lag vi saluta da Ottawa e dalla connessione a Internet più esclusiva del mondo.
Ieri mi sono scoppiato un 13 ore di viaggio, partendo da Genova alle 13 e arrivando a Ottawa alle 22. Il volo oceanico devo ammettere che è passato senza particolare noia, a un certo punto ho iniziato ad avere delle fitte alla schiena, ma poi sono passate da sole, un po’ di stanchezza alle gambe, ma niente di chè. Ho visto un paio di film (avevo l’LCD personale sul sedile di fronte), ho risolto un problema dell’esame di maturità dello scientifico e ho letto un po’. Ogni tanto guardavo anche fuori, ma c’erano nuvole dalle Alpi fino alle coste canadesi.
Ho visto nuvole di tutti i tipi, addirittura c’erano quelle fatte con un motore voxel (se ancora qualcuno si ricorda come erano i motori 3D voxel).
A Montreal dovevo prendere il volo AirFrance AF7111 che risulta essere un BUS. Non un airbus, proprio un bus con le ruote. Meno male che me ne sono accorto prima di partire, sennò sarei impazzito. La dogana è stata semplice, mi ha chiesto, con lo stesso tono, ma non le stesse parole: “Chi cazzo sei, che cazzo vuoi, dove cazzo vai, per quanto cazzo di tempo ti fermi, cazzo”.

Arrivato a Ottawa, mi sono iniziato a sentire come in un film. Tutte le macchine sono strane, ci sono i TIR extra lunghi (ne ho visto uno col rimorchio snodabile!) le strade sono larghe, tutte uguali e con gli edifici bassi ai lati. Arrivato in taxi all’albergo, davanti a me c’era una limousine, tanto per rimanere in atmosfera da film.

Sono andato a mangiare qualcosa alle (per me) 4 del mattino nel locale di fronte all’albergo. Un localino carino, molto texano, dotato di Guinness alla spina e di una cameriera anche lei da film: “Hey, guys, the food is coming!”.

Oggi mi sono fatto la passeggiatina di un paio di chilometri tra l’albergo ed il centro conferenze (se interessano posso iniziare a mettere link a google mappe). Continuo ad essere stupito dal misto di inglese e francese che c’è da queste parti. La gente usa indistintamente le due lingue nella stessa conversazione, e mi mette in crisi perché ho sempre avuto dei problemi a tenerle separate nella mia mente. Temo di aver sparato qualche frase con un po’ di parole di qua e un po’ di parole di là, ma l’unico ad accorgermene sono stato io, probabilmente.

Oggi ho ritirato il materiale della conferenza e mi sono ritirato presso il Rideau Canal per studiarmi che cosa mi interessa e cosa no.
Ora sto aspettando che cominci l’intervento introduttivo di un certo “Jonathan Corbet”, mai sentito prima, devo ammettere, ma pare uno famosissimo.

Saluti allo sciroppo d’acero.

Edit:
Sono andato a mangiare ad un fast food greco che mi ha lasciato in bocca un brutto gusto. Accanto c’era un buco (è appena entrato dalla porta accanto a me uno con i capelli tinti di blu, vabbè) che faceva solo “New York french fries”. Da coppettine per bambini ad interi sacchettoni.
Ho fatto un giro per il centro commerciale annesso al centro congressi e ho notato che i prezzi sono circa la metà dei nostri per tutto il materiale informatico o assimilabile (portatile Acer ultra-cacca circa 350€, videogiochi appena usciti sui 30-40€).
Una nota sui prezzi. Sono dei bastardi, il prezzo scritto sull’etichetta nei negozi è IVA ESCLUSA. Bisogna aggiungerci due tasse, una statale ed una provinciale.

7 risposte su “Canada, Day 0 and 1”

Io negli USA, il Venza in canada, il Figa in Scozia, il Della a Londra, il Chiarre a Nervi e l’Inge sempre a borgoratti!!! ALUAAAA QUANDO E’ CHE TI SPOSI E METTI SU PROLE EH????

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