Il Mar Rosso e l'Alto Egitto (prima parte)

L’arrivo

Mai visto tanti controlli, neanche negli Stati Uniti. Compilare scheda in volo, compilare scheda su info sanitarie all’arrivo, fare la coda per il visto ed infine lasciare l’areoporto per tuffarsi nel vento caldo del deserto è un’impresa. Il ritorno poi è peggio, perchè controllano più volte ai raggi X i bagagli, al fine di scoprire se ti porti via una birra, qualche conchiglia oppure un singolo sasso.

panoramiche notturne

Gli egiziani

Sono cordiali, scherzano sempre. Sono dei simpatici cazzari. Fanno i marpioni con qualsiasi turista di sesso femminile, ma nella maggior parte dei casi si limitano alle parole e agli guardi. Per un popolo che ha come tabù il coprire il corpo, vedere tutto il giorno donne mezze nude in spiaggia deve fare un certo effetto.
Nelle zone turistiche di donne se ne vedono poche: camerieri, chef e inservienti sono tutti maschi. Nei paesi e nelle città più grosse si possono veder verso sera, mai da sole comunque. Quelle non maritate han vestiti colorati, le altre sono coperte di nero. (Ci sono anche persone meno osservanti, oltre ad una comunità di cristiani copti)
I bambini più poveri (e sono in molti) chiedono sempre qualche euro oppure cercano di venderti qualcosa. Chiunque ti offra un servizio, ti chiederà una mancia. Tenete conto che in media la gente quadagna 150$ al mese.

un viale, la reception e la piscina con sullo sfondo il mare


Regole d’oro per gli acquisti

  • Contrattate sempre sui prezzi. Se vi dicono 10, dite 2. Generalmente all’atto di uscire dal negozio cercheranno di darvi qualcosa in omaggio o abbasserano il costo.
  • Attenti alle imitazioni cinesi (anche delle sigarette)
  • Non fissate mai nessun oggetto per troppo tempo, altrimenti cercheranno di appiopparvelo di continuo.
  • Conoscono a memoria tragitto e orari di tutte le comitive, quindi non li fregate con un “devo scappare che perdo il pullman”.
  • Vi costringeranno in ogni modo ad entrare nei negozi per offrirvi qualcosa da bere (the o caffè). Cercate di rimanere SEMPRE in gruppo, soprattutto nei paesi più piccoli.


la piscina di notte e due scatti al tramonto


Le strade

In Egitto guidano peggio che in Grecia. Le strade non sono illuminate e di notte gli autisti segnalano la loro presenza ai mezzi nella corsia opposta accendendo gli abbaglianti e le frecce. Poi li spengono. Nelle curve a gomito mettono la freccia. Spesso vanno contromano e superarsi sembra un’offesa. Nei centri vicini al Nilo trovi spesso carretti guidati da muli, in alcuni casi qualcuno si lascia guidare direttamente dal mulo per farsi una pennichella.
Ci sono un sacco di punti di controllo vicino alle città/paesi (tipo quello che si vede in Transformers 2, ma con meno gente e senza humpaloompa).
I poliziotti a volte fermano qualcuno ma nella maggior parte dei casi se ne stanno seduti a salutarti con la mano e il mitra.

Nota di colore

A metà strada tra El Quseir e Luxor, c’è una sorta di area di servizio: un baretto con bagno indescrivibile e un assembramento misto di bambini e animali.
Le bambine più grandi erano completamente coperte di nero (forse già sposate, in quanto nei paesi più retrogradi ci si sposa tra i 12 ed i 14 anni), avevano al fianco un mulo con sopra una capretta e nascondevano sotto la
gonna un altro “mini bambino” (figlio? fratello? chissà…)
I bambini “medi” tenevano in braccio altre caprette come se fossero dei gatti. Alcuni adulti invece tenevano al guinzaglio cammelli.

E’ abbastanza desolante vedere come il deserto venga utilizzato come discarica: cerchioni, lattine, carta, mattoni, metallo vario che costeggiano l’asfalto sembrano gridare “w il turismo e la modernità.”

Il cibo

Nei resort di tutto il mondo le influenze europee sono state veramente dannose. Oltre all’onnipresente riso e pollo, puoi trovare verdure al forno mista a besciamella, carne e pesce bruciacchiati alla piastra e pasta, che se ti va bene è al dente. Per i dolci fanno decina di gelatine di frutta di tutti i colori, ma di un solo gusto (uan cosa che sta tra la vaniglia e il melograno). Torte secche peggiori di quelle del mulino bianco e torte mollicce che sembrano uscite dai libri di Harry Potter. Purtroppo hanno il difetto di non mettere targhette sulle portate (neanche in arabo).
Il pane è molto buono, le bibite sono tutte gasate o iperzuccherate.
Per mangiare cibo “doc” si deve cercarlo fuori dai grandi alberghi (un po’ come in Grecia).
Buono il cardadè caldo, quello freddo e il the verde che ti offrono nelle caffetterie sul mare di El Quseir.

uno dei negozi all’interno del resort, un esempio di accoglienza, uno spettacolo dei bravi e mai noiosi animatori

Qualche info utile

Siamo nel deserto, l’acqua la portano le autocisterne, quindi si deposita in fretta ed esce marroncina dai lavandini. Meglio non berla. In valigia ficcateci almeno: un qualche medicinale a base di loperamide, cerotti, un antiemetico se patite pullman o barca e magari qualcosa per il mal di testa per chi non è abituato a fare avanti e indietro tra caldo torrido e aria condizionata a manetta.
Telefonare costa un salasso (anche ricevere). L’Egitto è in area 3 quindi gli sms costano 75c l’uno.
Alcuni consigliano addirittura di acquistare una sim egiziana per i soggiorni più lunghi di una settimana. Per Internet non fateci molto affidamento.
Tutti accettano l’euro; se possibile tenetevi i contanti e pagate le eventuali escursioni con carta di credito (però il circuito Maestro non è accettato)

abdul

Abdul Alhazared, a.k.a. Al Azif, ha circa 1000 anni e gironzola su vari piani dell'esistenza. Dopo aver scritto il Necronomicon si è dedicato alla tecnologia e alla scienza, muovendosi di tanto in tanto in Europa.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.