Il Wikipedibattito

Lo scorso dicembre il settimanale scientifico Nature ha pubblicato uno studio comparativo tra Wikipedia e l’Enciclopedia Britannica. Uno studio che si è rivelato molto lusinghiero nei confronti di Wikipedia, che ne è uscita come più inaccurata della Britannica, ma di uno scarto molto, troppo, scarso. Tanto scarso da ispirare una nuova serie di deliri pubblici sui generis: “a che serve un enciclopedia, insegnante, biblioteca, se tanto c’è una wikipedia, un wikinsegnante od una wikibiblioteca?”

Sono osservazioni estemporanee ed arroganti che si ripropongono da anni e continueranno a riproporsi all’infinito, con gli stessi toni di un bambino che tira una gommina ad un professore. Possono anche essere spassose.

Diventan giusto giusto irritanti quando si cerca di venderle come scienza, di proporre un concetto di verità basato sul’opinione di una maggioranza e perciò potenzialmente divergente da quello di realtà. Le implicazioni di un processo siffatto diventano pericolose se applicate alla fisica ed alla medicina.

Qualche giorno fa, la replica di Britannica. Una lunga e dettagliata replica che a messo in forte dubbio la serietà dello studio commissionato da Nature, imbarazzando il giornale, il suo editore ed i sostenitori piu’ sfegatati dell’enciclopedia libera.

Un macello.

I dettagli nell’articolo di The Register.

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