End Of Summer 2017, vacations, eclissi…

Estate e ferie purtroppo agli sgoccioli, cosa rimane?

Mentre Flash è morto lentamente, Silverlight meno lentamente chi è veramente il vincitore, Javascript? Quanta acqua è passata sotto i ponti da quando se ne discuteva con Prophecy

Cosa ci offrirà il medio futuro tecnologico? Abbiamo ancora molte cose da inventare?

“The advancement of the arts, from year to year, taxes our credulity and seems to presage the arrival of that period when human improvement must end.”
Charles Holland Duell

Ma soprattutto gli alieni sono veramente estinti (Paradosso di Fermi)? Non sono mai esistiti oppure potrebbero stare semplicemente dormendo.

Qualche sito web:

  1. La CGI continua a stupire grazie ad artisti quali GILBERTO “SOREN” ZARAGOZA

Un incredibile scatto della eclissi totale del 21 Agosto 2017, visibile solo dagli Stati Uniti

http://www.shainblumphoto.com/

SEO, Statistiche,storia e ordine

Approfittando del periodo vacanziero ho deciso di dedicare un po’ di tempo al blog, alla piattaforma (WordPress) ed al web server in hosting.
Lamentavo da tempo un calo di accessi e visualizzazioni, banalmente si era spaccata la sitemap e Google non indicizzava altro che la Homepage.
A tal proposito i webmaster tool permettono di monitorare lo stato dell’indicizzazione man mano che avanza, che poi si può andare a verificare pagina per pagina con un semplice info: www.rlieh.com/paginaX

 

Al momento Google ha indicizzato 262 su di un totale di 4801 in due giorni.

Ho provveduto inoltre a (DONE)

  • rimuovere parecchi link che si erano persi nell’iperspazio
  • rimuovere immagini duplicate
  • aggiornare WP e relative plugin

Ancora in progress:

  • consolidamento delle categorie
  • avere una statistica dello spazio occupato dalle immagini

Tornando a tutto ciò che non è tecnico, R’lieh continua a crescere (temporalmente parlando)

  • ha compiuto la bellezza di 13 anni; 10 mesi; 4 settimane; 1 giorno (5081 giorni) dal lontano 13 Settembre 2003
  • ha cambiato “spazio” una volta
  • molti dei suoi abitanti sono scomparsi nel nulla (non che questo sia stato un male in alcuni casi, anzi)

Foto cariche di nero (ovvero come Prophecy ed io siamo diventati ufficialmente fotografi)

In principio era un messaggio di Prophecy che mi consigliava caldamente di partecipare ad una produzione fotografica a tema street photography (nota bene non un workshop o una maratona) realizzata da Italian Street Photography.

Fatto sta che un po’ riluttante mi sono iscritto alle due giornate di Milano (ed il buon Prophecy a quelle di Genova). Riluttante perché ho sempre ritenuto la street un genere dove conti più la fortuna che la capacità e/o l’esperienza, ma su questo un po’ mi sono ricreduto. E’ vero che la botta di culo serve sempre, ma è l’impacchettarla in un contesto interessante e dare un senso a quel particolare attimo la parte difficile.
Sicuramente è un periodo in cui mancando un po’ di idee, si inizia a cercare ispirazione nelle sole ombre, nei colori e forse anche in situazioni “troppo normali”.

Due mesi fa abbiamo scattato incessantemente durante un weekend tardo primaverile per le strade di alcune città italiane (Genova, Milano, Roma, Venezia, Torino e Catania), alcuni nostri scatti sono stati selezionati da un photo editor di tutto rispetto ed infine ieri, 24 Giugno Anno del Signore 2017, durante l’X Vision Tour 2017  abbiamo ricevuto la nostra copia del primo numero del magazine Cities con i nostri scatti assieme a quelli di molti altri  professionisti del mestiere.

Foto di Prophecy (in alto a sinistra)

 

Foto di Abdul (in basso a sinistra)

Riflessioni:

  • Astuta l’idea di partecipare a diverse città, così ci siamo scambiati le impressioni a caldo sull’evento.
  • Nella street photography devi ripensare a molti aspetti prima di comporre (in primis al contrasto, alla sottoesposizione, alle ombre-che-si-devono-fondere-e-diventare-TUTTONERO e ai colori che devono essere vibranti). Ah, naturalmente tutto questo prima della post produzione.
  • Capisci che la fotografia in quanto arte espressiva non è solo macro, paesaggi, cartoline, ritratti, panorami, glamour, fashion, sport, cerimonie etc etc.
  • Nella street photography non esistono i fan boy (Nikon VS Canon, Reflex VS compatte, analogico vs digitale), l’unico imperativo è scattare foto
  • Ho imparato ad apprezzare artisti come Alex Webb , Joel Meyerowitz , Ernst Haas 

 

La mia reflex dopo 10 anni di onorata carriera ha deciso di andare in pensione (si proprio durante le due giornate). Buon riposo…

Update di WordPress e PHP (solved)

Il cambio di tema non ha generato particolari errori e/o problemi.
Aggiornando i plugin e WP alla version 4.7 ho rilevato che wp cache non supportava la versione in uso da Aruba (orrore ancora la 5.3).

Per fortuna Aruba ha un pannellino per cambiare al volo la versione di PHP (nb 5.3 e 5.4 sono deprecate da tempo).


Switchando alla 5.6 il “frontoffice” del sito non funzionava piu’…

E siccome sono sempre io il postmaster … investiga investiga investiga (disabilita plugin, restore del tema originale, etc etc) ho scoperto che nella cartella del server era presente un php.ini vetusto con qualche setting non piu’ esistente.

Rimosso questo, abbiamo un fresco PHP 5.6 abilitato. E mi sembra che leggermente piu’ veloce. Cheers!

Tempo di relax, tempo di Suntory

Qualche giorno fa aprire una pagina dedicata al primo videogioco che acquistai mi ha fatto fare una semplice constatazione: sono 30 anni che programmo.

Nel 1987 ricevetti in dono un Commodore 64 (usato) con il quale, forse ancor prima di far girare qualche nastro o qualche disco, inizia a scrivere codice Basic. Non avendo alcuna conoscenza dell’informatica, si copiavano pagine e pagine di codice per vedere qualche agglomerato di pixel muoversi su schermo. E non c’erano debugger, non c’era undo e non c’era il copia e incolla. Se sbagliavi dovevi riscrivere tutto da capo.

Oggi abbiamo Visual Studio 2017 che ti genera gli unit test live…

Il primo videogioco che acquistai fu Quedex, un puzzle game finlandese.  Era diviso in livelli/sezioni. Ed era un casino.

Oggi abbiamo For Honor, Final Fantasy XV e Goat Simulator

  

Abbiamo anche qualche novità più o meno utile:

  

Ma negli ultimi tempi si sono diffuse molte cose, soprattutto virtuali e/o immateriali, che non capisco o che, come Bill Murray in Lost in translation, mi lasciano sempre più spaesato: ad esempio Snapchat, i divi del Tubo (ovvero gli youtuber), i cantanti stonati e i messaggi vocali sul cellulare.

Forse è questa la vecchiaia che avanza? Vado a scaldarmi il brodo…

Christmas Time

Riportato, come spesso accade, all'”ordine” da Dreadnaut ho rispolverato il vecchio calendario dell’avvento cercando di realizzare qualcosa potentially shippable in tempi ultra ristretti.

In tre ore ho recuperato qualche libreria, qualche immagine e questa volta invece che mostrare dei culi ho deciso di optare per la birra, (il culendario magari tornerà nel 2017…): Il Birrendario dell’Avvento 2016

Per quelli che invece vogliono passare il tempo invece Christmas XP dove ho trovato questo Santa’s Hood

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La fucina delle lotterie

Circa un mese in ufficio fa ascolto una conversazione di un mio Project Manager che cercava figure da mandare in missione in Australia. Mi proposi come candidato e la settimana successiva mi fu comunicato che potevo andare in GRECIA.


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Non ero mai stato ad Atene ed ora vi scrivo dalla lobby di un albergo vicino al centro, dopo la prima settimana di trasferta.

Che dire Atene e’ una citta’ che mi sta stupendo molto, forse anche perche’ in passato avevo sentito solo pareri negativi e con la crisi mi aspettavo un paese alla deriva in poverta’ quasi totale.

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Senza considerare tutto cio’ che riguardi la storia classica, l’ellenismo la trovo una citta’ molto viva, giovane, luminosa e abbastanza pulita.

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Expat to Malta – Part 2

Dopo un po’ che risiedi in un altro paese, dopo che inizi ad abituarti (inizi a convivere) agli usi e i costumi locali, alle geometrie dei luoghi (architettura ambientale, strade, uffici, case e uffici) ma soprattutto dopo che inizi a comprendere la filosofia di vita degli autoctoni puoi fare una valutazione su quello che potra’ essere il futuro in quel paese.

Ci saranno sempre punti a favore e punti contro, cose con cui non potrai adattarti mai e cose su cui potrai scendere a compromessi. E’ il bilancio finale che deve pendere verso il pro e non verso il contro. Altrimenti tutto diventa un esercizio di pazienza e non una esperienza salutare.

Fatto questo preambolo torno ad aggiornarvi su Malta e Maltesi (mentre sono seduto nella lobby di un hotel ad Atene, ma questa e’ un‘altra storia…).
Ammetto che i primi tre mesi siano stati veramente lunghi, questo credo perche’ sia dovuto al fatto che percepiamo il trascorrere diversamente quando siamo soli. Quando mi sono trovato ad analizzare i primi 90 giorni mi sembrava passato piu’ di un anno.

Vorrei focalizzarmi su alcune cose che ho scoperto:

  1. Perche’ molti maltesi ci odiano  disprezzano
  2. Perche’ i maltesi sparano fuochi per tutta l’estate
  3. Perche’ i maltesi mangiano male

Perche’ i maltesi ci odiano (non tutti per fortuna)

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Negli ultimi anni a Malta, nell’area tra Sliema e Ta’Xbiex, hanno aperto piu’ di 500 compagnie di iGaming e Betting. Secondo i dati della MGA in particolare gli operatori richiedenti licenza negli ultimi anni sono stati rispettivamente: 2014 : 101 , 2015 : 75, 2016 : 23.

Senza considerare tutti gli addetti al settore (consulenza, B2B, sviluppatori di videogiochi). L’operatore in realta’ e’ solo il “gestore” del sito.

Questo boom occupazionale ha generato una enorme richiesta di personale specializzato. Le universita’ maltesi sfornano un numero abbastanza buono di tecnici, ma non abbastanza per la richiesta del mercato. Soprattutto non ci sono ancora figure con esperienza sul campo (sono fattori molto diversi).

L’afflusso di immigrati da tutta Europa (Italia,Polonia, Bulgaria, UK etc etc) ha richiesto che anche il mercato immobiliare venisse incontro a tutto cio’. Ma invece di cercare una soluzione sensata, il maltese medio ha risposto nella maniera piu’ comune: cercare un ritorno economico nel piu’ breve tempo possibile.

Di conseguenza i prezzi di affitti e vendita delle case sono schizzati alle stelle, questo ha influito sul costo vita degli expat ma anche su quello dei maltesi che risiedevano in queste zone o che volevano trasferircisi per stare piu’ vicino al lavoro (su come i maltesi considerino le distanza tornero’ a parlare).
Il maltese under 30 summa cum sintesi ci vede come quelli che hanno fatto lievitare i prezzi, il maltese over 60 ci vede come quelli che portano via il lavoro ai giovani autoctoni.
E la cosa si percepisce molto chiaramente ve lo assicuro.

Non ho ancora le statistiche aggiornate, ma prima di questo boom del mercato (pre 2012-13 diciamo) la popolazione era di circa 400000 abitanti sparsi su tutto l’arcipelago (ok, magari la gente che viveva a Gozo si e’ trasferita per lavorare a Malta). Attendo quindi di sapere quanti immigrati ci siano in questo momento.

Un ultimo punto da aggiungere e’ che da quello che ho appreso, nei decenni passati molti italiani con pochi scrupoli hanno esportato un po’ di mafia anche a Malta, si sono in parte fusi con poco di buono locali e ci hanno rovinato la piazza. Quindi si, e’ anche in parte colpa nostra.

Perche’ i maltesi sparano fuochi per tutta l’estate

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Sono orgogliosissimi dei fuochi di artificio, se li costruiscono da soli (non ho ancora capito dove) e dalla quantita’ sembra che il costo della polvere da sparo sia molto basso (cosa molto differente in Italia).

Iniziano a sparare alle 8 di mattina, ogni giorno. Continuano durante la giornata e alla sera naturalmente fanno un exploit finale.
Ora la tesi piu’ accreditata e’ che tengano lontani gli spiriti malvagi. Ma naturalmente deve essere solo una diceria.

  1. Perche’ i maltesi mangiano male
  2. La cucina mediterranea e’ la migliore al mondo, nella mia personale classifica la posso comparare solo a quella orientale Cino-Giapponese per vastita’ di risorse, idee, aromi e fantasia.

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Mi aspettavo qualcosa di simile con qualche influenza nordafricana ma purtroppo non e’ cosi. Malta e’ stata per molto tempo colonia inglese, da questo paese ha assorbito il peggio. Per rendersene conto e’ sufficiente andare in qualsiasi super mercato o market locale e trovare carne proveniente da Irlanda o Gran Bretagna, formaggio inglese e dolci Cadbury. A volte si trova anche qualche prodotto dell’estremo oriente (Indonesia, Filippine etc etc) che da noi in Italia non arrivano. Questo e’ il grosso di quello che si trova in un supermercato. Poi ci sono i piatti locali:

  • pastizi: sono come le sfogliatelle napoletane pero’ salate, al formaggio, ai piselli o al pollo. Costano 30-50 centesimi e ti riempono da morire.
  • timpana: una specie di lasagna bella sostanziosa
  • stuffat tal-fenek: il piatto nazionale, stufato di coniglio 
  • braġjoli: involtini di carne belli cicciotti
  • ftira: ciambella di pane locale, farcita con verdure, uova o prosciutto. Si mangia spesso a colazione.

La cosa per me assurda per un arcipelago in mezzo al mare, e’ che vi siano pochissimi piatti a base di pesce/ Questo perche’ al maltese medio non piace il pesce. L’unico piatto decente che ho provato sono i calamari ripieni di tonno.

Spesso alcuni maltesi mi hanno detto che preferiscono la quantita’ alla qualita’, questo credo si applichi a molti aspetti della loro vita.

Update Aggiungo per finire un articolo che mi hanno linkato: Malta un mito da sfatare

R’Lieh ed il mondo che cambia

È di nuovo Settembre, R’Lieh invecchia un poco, ed il widget in alto nella pagina non ha di meglio da mostrare che il mio post-del-compleanno mono-riga dell’anno scorso. Nel frattempo sono passati 12 mesi, sono apparsi 10 post e autoctoni e turisti hanno lasciato 11 commenti.

Non so se sia peggio o meglio degli anni precedenti, ma di certo è da tempo che questo blog ha perso i suoi autori, così come i suoi visitatori. I motivi sono vari, e variano dal globale passare di moda di blog e feed come formato e distribuzione, rimpiazzati dalle reti sociali, allo spostamento verso tecnologie più dirette e meno faticose. La chiusura di Google Reader da sola fu lapide e spartiacque fra due periodi.

R’Lieh era una volta il posto dove si condividevano link, si compilavano lamentele o discutevano eventi; si organizzavano cene, annotavano viaggi e spostamenti. In questo ruolo è stato sostituito prima dalla mailing list e poi da Telegram, passando dal pubblico al privato, dallo scritto lungo al messaggio minimo, dal lento ciclo pubblica-commenta alla messaggistica immediata. Allo stesso tempo si è scivolati da qualcosa di “eternamente” archiviato e facilmente condividibile, all’email dalla vita limitata, alle ancor più inarchiviabili chat e discussioni senza struttura. Alcune cose si guadagnano, altre si perdono.

Ci sono voci che questi cambiamenti non siano altro che cicli. Forse sono voci nostalgiche degli anziani della rete, o magari bisbigli speranzosi di giovani con intonsi ideali ed il prossimo prodotto rivoluzionario.

Scrivere e pubblicare per me resta importante, ed è il motivo per cui dopo tanti anni chezDreadnaut si è rimesso in movimento. Pubblicare visibile, archiviabile, sotto controllo e responsabilità mia. Sono in buona compagnia, quando sia Abdul che il Venza hanno appena riassestato i loro siti e si accingono in nuovi esperimenti. Prophecy menzionato un simile interesse, per ora rimangono solo antiche glorie.

In tutto questo riaccendersi di blinkenlichten, R’Lieh rimane in una posizione un po’ scomoda ed incerta. Le priorità della vita adulta già spostano i progetti personali verso il fondo di qualsiasi lista, e quando c’è la volontà di trovare spazio per costruire qualcosa, “un altro blog” perde rispetto a “il mio blog”.

È difficile perché una volta questo era un canale di comunicazione, ha perso il suo scopo originario, ed ancora non ne ha trovato uno nuovo. Per quanto mi riguarda, continuerò a guardare qua e la, sotto un cuscino o dietro ad un mobile, può darsi che qualcosa salti fuori.

Buon compleanno R’Lieh!

Expat to Malta – parte 1

Resoconto della prima settimana da expat-riato, emigrato, autoesportato in quel piccolo arcipelago che si trova nel mediterraneo, poco sotto la Sicilia.

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Premessa: le vicende che mi hanno portato qua, ovvero la selezione, le interviste, i test ma soprattutto le motivazioni per cui abbia fatto tale scelta si sono svolte in lasso di tempo abbastanza breve ma al contempo molto intenso.

Un po’ perché quando lavori per una azienda di consulenza IT (una delle più note) i ritmi, il carico di lavoro e il dover gestire il cliente giorno per giorno limitano moltissimo gli spazi di riflessione, l’analisi dei rischi a cui potrai andare incontro. Non riesci mai a prevedere tutto quello che accadrà dal momento che ti licenzi nel tuo paese e decidi di trasferirti in un altro, o almeno, io non ci sono riuscito :)

Ad un certo punto fai un bilancio di quello che hai, che puoi avere nel breve-medio termine e cosa speri di ottenere in futuro. Valuti e se poi hai un po’ di spirito di intraprendenza ti butti essendo ben conscio che dovrai fare molti sacrifici.

Due punti da dire sul precedente lavoro nel campo della consulenza. A differenza di 4 anni fa ho trovato un ambiente molto più positivo, un team che è cresciuto nel tempo invece che diminuire, ma soprattutto l’apprezzamento professionale sia dei manager che del cliente stesso.

A differenza di quando ero a Genova, dove nel momento in cui dai le dimissioni la prima cosa che fanno è cercare di farti sentire in colpa per la tua scelta, quando si ha a che fare con dei professionisti ottieni reazioni molto diverse.

Ma tornando alla mia prima settimana qua a Malta cosa posso dire per il momento?

Come è banale da intendere una cosa è fare il turista in un paese (cosa che ho fatto lo scorso anno) una cosa è avere a che fare con burocrazia, servizi, lavoro, trasporti nel day-by-day.

Innanzi tutto nella prima settimana il mio primo pensiero era trovare un alloggio più stabile della stanza in affitto in cui sto in questo momento. Le agenzia immobiliari maltesi ti cercano di propinare il primo appartamento disponibile senza darti il tempo di verificare a fondo ogni dettaglio, nel mio caso mi interessava avere un’abitazione non troppo lontana dal lavoro. Molti agenti non hanno una licenza (qua non è obbligatoria) ma soprattutto i vincoli legali sia per chi affitta che per chi fa da intermediario sono molto pochi. Per finire nonostante inglese e maltese siano le lingue ufficiali, tra di loro gli autoctoni parlano in maltese soprattutto quando non voglio farsi capire dagli stranieri.

Alla fine ho trovato una casa con tutto ciò che mi interessava: ammobiliata, a meno di 20 minuti dall’ufficio e, cosa che non fa schifo, a due passi dalla spiaggia.

Caw (si legge ciao)