Categorie
Lavoro Tecnologia

Baratri culturali

Lavorare con team internazionali ti permette di imparare nuove metodologie, nuovi approcci e nuovi punti di vista.

Il problema è che il team deve per quanto possibile rimanere eterogeneo.

Se per caso per qualche interesse personale il management tende solo ad assumere risorse del suo paese (per non parlare di amici), il progetto è destinato ad assumere una determinata rotta. Ed il futuro si preannuncia oscuro.

Quando il team si riforma con i presupposti di cui sopra, tutto cambia. Si inizia a sentire parlare le persone nella loro lingua comune, si inizia a cambiare i rituali (la banale pausa caffè, il tempo dedicato ad un meeting,  il numero di persone coinvolte in una singola attività…). Ma soprattutto si perde quella che era la sinergia iniziale.

La preparazione tecnica è totalmente out of scope, sono  la comunicazione e predisposizione al collaborare che cambiano. Iniziano a mancare quella sfera creativa, empatica e propositiva che ad esempio caratterizza la cultura occidentale. Alla fine il migliore cacciavite se usato male può fare dei danni, e addirittura arrugginire.

Lavorare con un team remoto 6 anni fa mi aveva dato qualche feedback di quello che poteva accadere. Ma la distanza e la sola comunicazione digitale non era abbastanza esaustiva, il contatto ero veramente effimero.

Leggere The Culture Map prima e poi vivere direttamente una esperienza di “cultural offshoring” ha confermato totalmente e tristemente i miei sospetti. A volte bisogna rifare un piccolo pezzo di strada indietro e cambiare strada prima di arrivare senza benzina da qualche parte o rimanere impantanati in una palude nebbiosa.   

Categorie
Internet Recensioni Rlieh Tech Tecnologia

Back to static (WordPress e’ morto)

Dopo tanti anni riesci a riconoscere se una applicazione oppure un servizio sono validi e/ interessanti in breve tempo. Lo stesso vale a volte per alcuni film e soprattutto per alcuni videogiochi.

In questo caso parliamo di un qualcosa che sembra portare l’evoluzione delle pagine web ad un passo indietro, ovvero passare dal dinamico allo statico.

Ho installato Gatsby ed un solo plugin (ho letto due brevi tutorial). Ho lanciato la build del sito ed ho successivamente caricato il tutto via ftp (questa è stata la fase al momento più lunga e noiosa)

Ed ecco Rlieh statico: 4400 post in una sola pagina, 4400 cartelle (1.6MB di Summary contenente un riassunto di tutti i post)

Gatsby ti crea l’ambiente, il plugin si interessa a estrarre tutti i dati relativi ad un blog, con post, categorie, autori e tag e genera il suo store di dati in GraphQL (su cui mi soffermerò in un secondo momento). 

Praticamente mentre prima occorreva esportare tutti i post in xml o csv e reimportarli in un altro CMS (o piattaforma per blog) con o senza permessi, ora uno script fa tutto da solo e velocemente. E i gradi di libertà che si hanno grazie a GraphQL sono spaventosi. Nel template di base di un post inserisci le informazioni che ti servono. 

Una volta importati i post basta creare un template che mostri:

  1. una homepage contenente un estratto degli ultimi post
  2. un template minimale dedicato ad un post
  3. eventuali template per altri pagine  statiche

Vuoi aggiungere un campo in un secondo momento? Devi solo aggiungerlo alla query di GraphQL, lato markup puoi anche attivare il conditional rendering senza dover toccare una riga di codice.

Cosa rimane da gestire? Essendo tutto statico (Gatsby genera un bundle contenente HTML, JS e CSS necessario), non esiste una interazione col server, quindi non è possibile nativamente commentare un post. 

Open points

  • devo investigare: la ricerca e o i filtri (ma prevedo sia una attività banale).
  • plugin e/o widget, oppure avere statistiche sulla navigazione
  • come editare post esistenti? Al momento manca un backoffice per gli amministratori (manca proprio la multi utenza). Ma al contempo, come il buon Dread sponsorizza da tempo, tutto può essere editato in markdown o anche meglio in MDX, laddove si volesse integrare contenuti in formati diversi (tipo una galleria con uno slider, lazy loading  e popup modale)
  • paginazione e ordinamento per la lista dei post
Categorie
Arte Recensioni Tecnologia

The only difference between me and a madman is that I’m not mad.

A Berlino è presente una mostra permanenta che presenta alcune opere pittoriche di Dalì. Sono opere che non essendo presenti nella casa museo di Figueres, non avevo mai visto. Personalmente non avrei mai pensato che Dalì rivedesse in chiave surrealista alcuni cardini della lettaratura europea come la Divina Commedia, i Cavalieri della tavola rotonda, Alice nel paese delle meraviglie, Tristano e Isotta etc etc.

 

 

Tutte le litografie di Dalì sono stupefacenti: i colori, i tratti in alcune serie, come il Don Quixote ti fanno pensare che questo artista abbia inventato praticamente tutto nel secolo scorso. Parliamo di un artista che utilizzò gli ologrammi come forma artistica nel 1972 e poi nel 1973

Categorie
Foto Internet Lavoro Tech Tecnologia

I mai più senza

Ho aggiornato lievemente il template, con qualche botta di CSS (senza toccare il template originale). Ho anche aggiunto qualche immagine in evidenza (featured image) per dare un po’ di spessore ai post in homepage.

RemoveBG

Anni fa Adobe se ne uscì con un mirabolante nuovo set di feature, il Content Aware. Oggi possiamo utilizzare gli stessi tool anche online, senza editor installati. In alcuni casi anche da smartphone:

Aggiungo poi:

  • Resmush per ottimizare le dimensioni delle immagini
  • Quickchart per ottenere un grafico da una serie di dati inline
Categorie
Entropie Internet Lavoro Recensioni Shopping Tecnologia

Comparison Vs Comparison

Il dilemma: devo trovare una libreria/framework da poter utilizzare per un determinato progetto o prototipo. Quali criteri devo applicare? Stelle su Github? Discussioni su StackOverflow? Post su Medium? Consigli degli amici? Oppure in caso di una codebase esistente, aggiorno le librerie esistenti sperando non vi siano troppe breakchange?

Esistono alcuni portali che facilitano la ricerca di informazioni sull’utilizzo di un particolare stack tecnologico, come: stackshare e libscore.

Esistono poi plugin che permettono di avere informazioni sui singoli siti web (cosa usa questo? cosa usa quello?) 

Diciamo che l’ideale sarebbe avere una bella lista di keyword da sbattere dentro una matrice ed ottenere una comparazione tipo i prodotti su Amazon. Una cosa tipo questa

Digressione su Amazon e altri siti di e-commerce famosi: Al fine di identificare inquinamenti di recensioni, esiste reviewmeta

Ma tornando alla motivazione del post, per fare un esempio pratico, sto cercando una libreria alternativa a Reveal.js per realizzare presentazioni via web. Grazie a DeckTape ho trovato le seguenti papabili alternative:

  • Bespoke.js
  • DZSlides
  • remark
  • Shower
  • CSSS
  • Flowtime.js
  • reveal.js
  • Slidy
  • deck.js
  • impress.js
  • RISE
  • WebSlide

Altri quesiti che mi sono venuti in mente e che verranno utilizzati come criteri personali:

  • E´abbastanza piccola? 
  • Quante dipendenze ha?
  • E´open source?
  • E´gratuita?
  • Si può esportare in maniera decente?
  • Quale formato usa?
  • Si può usare markdown?
  • Json? 
  • Supporta temi diversi? Lo scoprirete nella prossima puntata…
Categorie
Arte Foto Internet Recensioni Robot Tech Tecnologia

Quanto è bella la tua foto?

Prima di Natale causa una selezione per una azienda a cui ero molto interessato, ho avuto la fortuna di approfondire alcune tematiche a me care: la fotografia e l’intelligenza artificiale.

La compagnia in questione era Eyeem, ed ero entrato in contatto con loro durante un evento che ho brevemente descritto qua. Questa azienda offre un servizio che oltre ad ottenere i tag descrittivi della immagine (sole, mare, cuore, amore…) fornisce anche una valutazione “estetica” sulla stessa.

Il servizio, che si può testare gratuitamente online, è destinato ad aziende o professionisti interessanti a scremare massive quantità di fotografie.

Un simile servizio lo propone AWS con Amazon Rekognition, ma non fornisce una valutazione estetica per ora. Solo tag automatici.

Ho trovato anche Everypixel, mentre già nel 2009 esisteva qualcosa di simile Acquine

Ma come funzionano questi sistemi? Ho provato a fare due test uno con una foto famosa di Henry Cartier-Bresson ed uno con una foto del sottoscritto. Entrambe le foto sono in bianco e nero, sono presenti dei soggetti umani ma sono naturalmente molto diverse.

Il capolavoro di Cartier-Bresson “Jumping Man at Eiffel Tower”
Face2face by me

I risultati per la foto di Bresson

  • Valutazione estetica Eyeem 75%
  • Valutatione estetica Everypixel 12%

I risultati per la mia foto

  • Valutazione estetica Eyeem 51%
  • Valutazione estetica Everypixel 88.6%

Per quanto riguardo i tag i risultati sono abbastanza mediocri, mi sarei aspettato che la Torre Eiffel venisse riconosciuta (l’ombrello è stato riconosciuto). Sia Everypixel che Eyeem ritengono che vi sia del mare nella foto.

In conclusione allo stato attuale la valutazione estetica è molto naïve.

Acquine sembra al momento non funzionare più. Aggiornerò il post con nuove informazioni e portali.

Categorie
News Robot Tecnologia

Cose buone dal Giappone

La prima notizia riguarda i droni e la sicurezza:

A Tokyo un drone sospetto, trovato sul tetto del primo ministro è stato catturato da un altro drone con una rete.

Video del drone in azione

Sempre in Giappone, è stata approvata la sperimentazione di cellule staminali per il trattamento di patologie legate alla spina dorsale.

Sempre in Giappone hanno aggiornato i simboli dei cartelli perche´ erano troppo vecchi e poco riconoscibili. Ad esempio la Polizia aveva una X (due bastoni) ed ora hanno messo un omino.

Per finire un gadget nipponico (grazie @dreadnaut ):

Una pendrive contenente pescetto, che da l’idea di memorizzare i dati nella testa della creatura.

Categorie
Cinema Internet Libri News Recensioni Tecnologia Televisione Videogiochi

Bandersnatch

L’ultimo episodio di Black Mirror (ok, in realtà è un film) catapulta lo spettatore negli anni ’80 nel migliore dei modi possibili: ambientazione, musica, tecnologia ma soprattutto videogiochi e “libri game“. Ma l’episodio non si ferma alla storia in se, propone una forma di interattività che porta non ad un finale ma bensì a 5 possibili finali alternativi.

Ho visto l’episodio il film la prima volta vedendo due finali, lo ho poi rivisto scoprendo che alcune cose erano cambiate. Pare ci sia un fattore di casualità aggiunto dagli autori.

Senza spoilerare troppo, la cosa che mi ha colpito di più è che questo film è intrinsecamente legato a Netflix, che non si potrebbe gustare su un dispositivo analogico in maniera diciamo fluida, perchè saltare da un bivio all’altro è una pratica che abbiamo assimilato solo dopo l’avvento di CD e DVD, mentre sul libro game era un “salta alla pagina X o Y”.

In sostanza per gli aficionados dell’epoca, dopo Donnie Darko e Stranger Things penso sia una delle celebrazioni migliori dei primi anni ’80.

Come easter egg la produzione ha realizzato un sito web con tanto di rom da poter scaricare per l’emulatore dello ZX Spectrum.

Update: un popup store a Londra!!!

Categorie
Foto Internet Rlieh Tech Tecnologia Vaneggiamenti

Weihnachten 2018

Come ogni anno invece di “lustrarci lu beliscimu” cit. Mazinga Zetto proponiamo un interessante intrattenimento a tema Natalizio. Questa volta niente C(a/u)lendari dell´Avvento o caricamenti di immagini, ma bensi un giochino a-la memory.

Christmas Memory Game 2018

Auguri a tutti! Buon NATALE!!!

PS Sorry Dread non ho avuto il tempo di realizzare qualcosa a tema Rogue

NB: Si può giocare persino in due! (per il momento sullo stesso device).

PPS Amo React, adoro CodeSandbox + GitHub

Categorie
Amarcord Internet Lavoro Rlieh Tecnologia

La colpa è nostra

C’è un interessante articolo a tema “si stava meglio quando si stava peggio” (ed una altrettanto interessante risposta come mi fa notare il Dread) su cui vorrei soffermarmi… mentre digito questi caratteri lamentandomi della tastiera tedesca e del MacOsX (ragazzi no veramente faccio fatica a lavorarci: ho bisogno di un bordo alle finestre, di un maximize chiaro e ben visibile e non di decine di finestre svolazzanti per lo/gli schermo/i … vabbeh questo sarà tema per un altro post…) ma soprattutto lamentadomi di :

  • dover, per un sito web o meglio una webapp, compilare un bundle pacchetto minificato di circa un mega, solo perchê ho modificato alcuni byte di una riga di SCSS
  • dover aspettare che l’editor di testo reindicizzi tutto il contenuto dei sorgenti per abilitarmi l’intellisense sul codice
  • si aggiornino i pacchetti npm
  • insomma… aspettare aspettare aspettare

A volte ho l’impressione che per quella strana “legge delle dipendenze” ci portiamo dietro tonnellate di ciarpame/clutter/scheiße. Dipendenze che ci vincolano e ci pesano fisicamente ma anche dal punto di vista funzionale: quel pacchetto è obsoleto? Ci sta una alternativa? Non è sicuro? Quante stellette ha su Github?

Per fare un esempio pratico, prendiamo un caso banale e facciamo una piccola digressione sul click di un bottone.

<button onclick=”console.log(‘click!’)”>Click me</button> 
 
In principio il click era una cosa abbastanza banale: hai un bottone che tra le sue proprietà contiene la chiamata ad un evento: onclick.
 
Oggi, in un mondo di componenti web tutto ciö non basta più: ad esempio in React / ES6
class LoggingButton extends React.Component {
  handleClick = () => {
    console.log('click!')
  }

  render() {
    return (
      <button onClick={this.handleClick}>
        Click me
      </button>
    );
  }
}
All’evento onClick si aggancia un handle per
Nota bene onClick è l’evento della componente standard button , dentro una componente custom LoginButton che verrà poi renderizzata come un bottone HTML ma in realtà è un oggetto JS.
Il tutto funziona, ti permette di personalizzare eventi e aspetto del bottone. Ti permette anche di isolare il click in un determinato contesto.
Ma come si può notare il codice aumenta.
Facebook ha circa 50k componenti custom, non deve essere facile gestire tutto…

Ci sarebbe anche da aggiungere che nel 2018 all’alba dei quasi-40 mi sono veramente rotto le scatole di professionisti se la tirino perchè il loro linguaggio o la piattaforma preferita è il migliore e tutto il resto è spazzatura, idem vale per le scelte progettuali. “E comunque ho ragione io!!!” diceva un mio capetto in tempi non sospetti.

Pensavo fosse una prassi italiana ma mi sono dovuto ricredere: i tedeschi, o i maltesi, gli americani o i russi applicano piü o meno le stesse abitudini nell’ambito lavorativo. Variano semplicemente alcune nel come adottino alcune strategie. Per esempio i tedeschi fanno una cosa alla volta.

Tale comportamento a volte viene frainteso perchè sembra non vogliano totalmente ascoltarti.

P.S Auguri Google per i tuoi ventanni ho iniziato ad usare Duck Duck Go