Dei social, del marketing e del consumismo dei minorenni

Ci sono due notizie in questi giorni che mi hanno colpito:

  • diritto all’oblio di Google
  • Facebook apre ai minori di 13 anni

 

La prima implica la richiesta esplicita a Google di non tracciare risultati contenenti il proprio nome. Questo il form per l’oblio digitale

 

Per consentirci di valutare la richiesta, è necessario:
(a) Specificare l’URL di ogni link che riguarda il suo nome visualizzato in una ricerca di Google di cui desidera richiedere la rimozione. L’URL può essere recuperato dalla barra del browser dopo avere fatto clic sul risultato di ricerca in questione.
(b) Spiegare, se non è chiaro, il motivo per cui la pagina a cui rimanda il link la riguarda (oppure, se deve inviare questo modulo per conto di terzi, la persona che rappresenta).
(c) Spiegare il motivo per cui l’URL nei risultati di ricerca è irrilevante, obsoleto o comunque inappropriato.

Questo vuol dire che quindi da qualche parte del mondo un database di Google diventerà una sorta di anagrafe certificata dagli utenti stessi, altrimenti potresti essere un qualunque Mario l’idraulico di Pozzuoli.

Altre due riflessioni: la richiesta è relativa a Google, non esiste un consorzio dei motori di ricerca mondiali. E soprattutto ha valenza europea, quindi potreste comunque comparire nei risultati di Google Cina.

La seconda notizia: Facebook apre ai minori di 14 anni.

Tolto il fatto che da tempo gli under 13 utilizzino già la rete sociale più comune (e grazie, se i genitori gli regalano uno smartphone voglio vedere come gli possono controllare il profilo in real time), vuol dire che ora ci si vuole buttare su una fascia di mercato 6-14 per orientare ancora di più l’advertising verso altri target.

Le statistiche audiweb del 2013

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C’è da dire che questo implicherà che nei prossimi anni ad un cambiamento del mercato. Lo spam via email è destinato ad essere ridotto perchè gli under 25 attuali non utilizzano mai la posta elettronica.

Ma mi viene anche da pensare che una altra grande fascia di consumatori, gli over 55-60, e se pensiamo all’Italia è una grossa fascia di persone, fanno lo stesso

Quindi noi poveri utilizzatori di posta elettronica, aficionados a questo strumento prezioso, siamo gli unici destinatari potenziali di pubblicità a tema viagra, rolex o somme di danaro da qualche benefattore nigeriano.

Gli altri (la maggioranza dei generatori di traffico) verranno bombardati via social, via messaggistica istantanea (che strano, Whatsapp di chi è adesso?).

Cosa vuol dire tutto ciò? Che forse il porno non sarà la prima fonte di reddito tramite internet in futuro. Forse Futurama si è sbagliato.

 

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