Musica dal corpo e col corpo

I ricercatori della Georgia Tech un po’ di anni fa se ne uscirono con un guanto che collegato in wireless con ipod, pc o altro dispositivo permetteva di facilitare l’apprendimento dell’uso del pianoforte, inviando piccole vibrazioni sulle dita.

In questo modo la pratica è molto facilitata e infatti grazie al guanto si sono avuti buoni feedback da parte degli utilizzatori che hanno imparato a suonare il pianoforte (o a continuare la pratica anche lontani dai tasti bianchi e neri) molto più velocemente che in un corso standard.

Negli ultimi anni hanno addirittura effettuato dei test dai risultati strabilianti con persone affette da deficienze motorie, dimostrando che questo guanto (MMT, Mobile Music Touch) è ottimo per la terapia riabilitativa.

 

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La cantante Imogen Heap si è spinta oltre, creando il progetto Mi.Mu su Kickstarter. Questo guanto permetterà di gestire un sistema per la composizione musicale in maniera più intuitiva e umana, ovvero coi gesti di mani.

In sostanza in futuro gli strumenti musicali diventeranno una estensione del nostro corpo.

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Sempre un po’ di anni fa (2011) alcuni scienziati sono riusciti a creare immagini direttamente nel cervello attraverso una particolare risonanza magnetica di alcune aree cerebrali. Questo metodo (DecNef  Decoded Neurofeedback) potrebbe permettere di “velocizzare l’apprendimento”, ridurre lo stress o in stile Matrix in futuro. Sembra veramente fantascienza ma non lo è, qua c’è un video che spiega come vengono generati i pattern di stimolazione visiva.

Tra l’altro ci sono un sacco di implicazioni etiche da considerare, in quanto l’effetto di queste stimolazioni è simile all’ipnosi per non dire addirittura controllo mentale. A differenza dell’ipnosi dove si lavora su ricordi esistenti di una persona, in questo caso le immagini vengono create nella testa di una persona senza che ne sia totalmente cosciente.

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