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Back to the future: 2020

Sarà stato Halloween 2019, o sarà stata pura coincidenza ma ieri sono state rilasciate parecchie sugose anticipazioni notizie nell’ambito dell’intrattenimento:

 

PS La Blizzard ha provato a scusarsi per l’episodio legato ad Hong Kong

In ambito musicale, le reunion dei

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“Braccia” rubate al porno

Tre video che dicono tutto.

Naike Rivelli

 

Francesca De Andrè

Nina Moric

 

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Musica News Scienza Tecnologia

Musica dal corpo e col corpo

I ricercatori della Georgia Tech un po’ di anni fa se ne uscirono con un guanto che collegato in wireless con ipod, pc o altro dispositivo permetteva di facilitare l’apprendimento dell’uso del pianoforte, inviando piccole vibrazioni sulle dita.

In questo modo la pratica è molto facilitata e infatti grazie al guanto si sono avuti buoni feedback da parte degli utilizzatori che hanno imparato a suonare il pianoforte (o a continuare la pratica anche lontani dai tasti bianchi e neri) molto più velocemente che in un corso standard.

Negli ultimi anni hanno addirittura effettuato dei test dai risultati strabilianti con persone affette da deficienze motorie, dimostrando che questo guanto (MMT, Mobile Music Touch) è ottimo per la terapia riabilitativa.

 

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La cantante Imogen Heap si è spinta oltre, creando il progetto Mi.Mu su Kickstarter. Questo guanto permetterà di gestire un sistema per la composizione musicale in maniera più intuitiva e umana, ovvero coi gesti di mani.

In sostanza in futuro gli strumenti musicali diventeranno una estensione del nostro corpo.

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Sempre un po’ di anni fa (2011) alcuni scienziati sono riusciti a creare immagini direttamente nel cervello attraverso una particolare risonanza magnetica di alcune aree cerebrali. Questo metodo (DecNef  Decoded Neurofeedback) potrebbe permettere di “velocizzare l’apprendimento”, ridurre lo stress o in stile Matrix in futuro. Sembra veramente fantascienza ma non lo è, qua c’è un video che spiega come vengono generati i pattern di stimolazione visiva.

Tra l’altro ci sono un sacco di implicazioni etiche da considerare, in quanto l’effetto di queste stimolazioni è simile all’ipnosi per non dire addirittura controllo mentale. A differenza dell’ipnosi dove si lavora su ricordi esistenti di una persona, in questo caso le immagini vengono create nella testa di una persona senza che ne sia totalmente cosciente.

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Cinema Musica News

Una colonna sonora troppo impressionante

In Gran Bretagna il Codice Da Vinci viene segnalato come un film non adatto ai minori per il forte impatto emotivo della sua colonna sonora.

“It was when the movie was viewed again with the soundtrack that the problems emerged,” a studio source said. “Everyone was full of praise for the score but the BBFC felt that the way it was being used to build up the tension was simply too much for very young children.

“The BBFC also thought that the film had a very high ‘crunch factor’. You didn’t just see the fight scenes, you heard the bones break.

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Musica Recensioni

San Rœmmolo

Ieri sera ero un giudice demoscopico; niente demotelecomandi: avevo il mio democulo demopiantato nella locale demosede della demorai. Cinquantaquattro demogiudici per giuria, quaranta giurie sparse in tutta italia. E per la prima volta in vita mia ho visto tutta una puntata di Sanremo senza addormentarmi.

Cosa lo rende così soporifero? A parer mio l’incredibile manfrina (oramai mantenuta per tradizione e probabilmente istituita da Pippone Baudone) che precede l’annuncio di ogni cantante. La scenetta, la presentazione in ordine inverso: prima lo scrittore dei testi, poi il direttore di orchestra e solo in ultima istanza il cantante. Cavolo, io avevo le schede col nome del cantante davanti dieci minuti prima e questo mi ha reso il tutto molto più sopportabile. La formula andrebbe seriamente rivista, anche se a scapito degli interessi di molti insonni che solo col festival trovano pace.

Il campione. Per quanti si siano mai chiesti perchè le classifiche dei Big che escono da Sanremo abbiano sempre qualcosa di enormemente sbagliato ed irrealistico (ad esempio l’onnipresenza di Ron) io ho la spiegazione: la classifica ricalca il campione. Ed il campione è, a mio parere, sbagliato ed irrealistico.

Le giurie sono divise in due gruppi di eguale consistenza: under-36 ed over-36. Ora, basterebbe essere stati ad un qualunque festival musicale negli ultimi quaranta anni per essersi resi conto che gli over-36 nel mondo della musica di solito stanno sopra o dietro il palco, ma in platea sono pochini. Oltretutto gli over-36 hanno questa bruttissima abitudine di avere quasi tutti un lavoro: chiedergli di passare una nottata in settimana a spaccarsi i marroni in Rai non è realistico.

Di ventisette over-36 presenti ho contato un massimo di quattro o cinque under-50, e dei rimanenti, metà sarà stata over-60. Vabbè, ma almeno gli under-36… ventisette under-36: quanti minorenni? Due. La stragrande maggioranza della musica che possiedo (eh, magari la possedessi: che ho licenza di ascoltare, in privato, forse) l’ho comprata in minor età e se non lo avessi fatto allora, oggi non ne acquisterei comunque nella stessa dimensione e proporzione.

Come si svolgeva la votazione? Beh, eravamo seduti in una sala conferenze con un grosso schermo e due televisori. (il numero di televisori presenti in quel palazzo è impressionante: solo il bagno ne è sprovvisto) Votavamo su delle schede molto cartacee, da uno a dieci, penna nera, supervisionati da un notaio. Le schede venivano passate velocemente ad inizio canzone e ritirate poco prima della fine della stessa. Le votazioni venivano computate con un avanzata calcolatrice a nastro: non avevo più visto una calcolatrice col nastro dal 1997. I voti venivano successivamente telefonati da qualche parte. Suppongo a Sanremo, ma chissà. Probabilmente in fondo alla filiera c’era un grosso pallottoliere ed una scimmia.

Ed io che mi aspettavo almeno un paio di bottoncioni colorati ed un numero variabile di lucette colorate, tz.

La riserva. Oltre agli over-36/under-36 c’erano i giudici di riserva: una trentina di persone pronte a prendere il posto dei giurati veri e propri nell’eventualità uno di questi esplodesse in una fragorosa crisi combustiva spontanea. Ho sentito dicerie riguardanti giudici “fissi:” gente che torna ogni tot tempo a fare il giudice per Sanremo. Stronzata abissale, direi. Al massimo si tratterà di giudici di riserva (che, non si fosse capito, non votano) che vengono ripescati per un anno successivo. All’atto della registrazione in atrio ho firmato un tot di paccottiglia in cui affermavo di non essere un musicista professionista, di essere un grande accatastatore di cd od un musicista amatoriale (la seconda) e di non aver mai fatto da giurato per Sanremo.

Una volta nella vita, babes.
(Non ho visto, ne’ mi è stato parlato di clausole di non divulgazione)

La cena. Eggià, mi costringi a vedere Pupo che fa che si fa gli affari altrui, (s’ha da dire che ha fatto in fretta) almeno offrimi una cena. Beh, niente piatti caldi, ma sandwich e pizzette. Alcuni molto buoni, eh: brava Rai.

Nel complesso, un’esperienza educativa.

PS: il numero esatto dei componenti della giuria e delle sue componenti (cinquantaquattro e ventisette) potrei averli sbagliati. Ho contato frettolosamente delle sedie vuote durante una pausa. Il titolo dell’articolo si rifà alle origini del nome Sanremo.

PPS: Mi fanno notare che ieri su RaiDue è andato in onda un servizo sulla pirateria a Sanremo. All’inizio è strapieno di ovvietà, poi al 50% del filmato fà vedere un nucleo della GDF che usa un programma piduepi, segue un discorso molto interessante sul watermarking delle copie campione-gratuito-vietata-la-vendita, un aggiornamento sul SonyBMG ed un accenno ad un signore di Bergamo che sta pagando 20.000 euro di multa.