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End of 2013

Un anno abbastanza intenso e questo credo valga per molti. Cambi di lavoro, traslochi, svolte nella vita privata e professionale, parecchi viaggi ma soprattutto un bagaglio personale che cresce. Per non parlare dei capelli bianchi che aumentano.

Mentre il mondo tecnologico da un lato si chiude (vedi la diffusione di smartphone proprietari che ti inibiscono l’installazione e l’uso di quel che vuoi tu), dall’altro si apre verso tutto quello che è la customizzazione e la realizzazione rapida di idee e progetti personali. Penso che nel 2014 in molte case inizieranno ad essere installate stampanti 3D da scrivania.

Il prossimo anno renderà ancora più forte il trigono rete sociale-marketing-raccolta dei dati personali.

Sappiamo che al momento il mondo usa una rete sociale, Facebook/Twitter in primis, le app per scambio di immagini (Instagram, Snapchat etc etc ) in secundis e poi tutti i sistemi di instant messaging con supporti multimediali audio e video. Sfruttando il narcisismo della selfie generation, e della smania dello stalking dei fatti altrui, tante piccole aziende (non più soltanto le grosse quindi) potranno contemporaneamente fare indagini di mercato e suggeririvi qualcosa che potrebbe anche interessarvi.

In ambito video ludico abbiamo le nuove due console disponibili, Xbox One e PS4 pronte ad una console war che ormai interessa veramente a pochi, anche perchè si gioca molto di più sui dispositivi portatili. Buffo, pare quasi che il divertimento casalingo ritorni alla nicchia di un tempo, pre playstation-era.

Per quanto riguarda R’Lieh, continuerei a mantenere WordPress come piattaforma. Pensavo che sarebbe anche interessante integrare con un widget il Daily Scraper in qualche parte del template.

Buon Anno a tutti

 

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Amarcord Internet

Frizzy Pazzy dei tempi che furono

Tra le regalie giunte in ufficio in questi giorni festosi e rubicondi, abbiamo trovato pacchetti di Frizzy Pazzy.

La storia
Frizzy Pazzy compie quest’anno il suo venticinquesimo anniversario. E’ apparsa sul mercato, come detto, nel 1986 e a lanciarla fu una compagnia italiana, Sidas Dolciaria. L’azienda che all’epoca si occupava della distribuzione sul territorio, oltre alla Sidas, era la San Carlo. Le prime qualità a disposizione erano Fragola e Tuttifrutti. Si trovavano in confezioni di vari colori (gialla, rossa, verde) a seconda del gusto dei chewing gum. I numeri furono subito notevoli. Nel primo anno di commercializzazione (dal 1986 fino a inizio 1987) furono vendute circa 25 milioni di bustine. Un risultato significativo, anche tenendo conto che all’epoca gli italiani tra i 5 e i 14 anni, il target di riferimento, erano all’incirca 7 milioni. Il boom dei primi anni era determinato anche dalla capillarità della distribuzione e dal successo delle campagne pubblicitarie, fatte in prevalenza da spot nelle Tv generaliste.

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Non so chi tra voi le ricordi, ma ho sentito una certa malinconia a pensare agli ’80, in particolare ricordo di aver comprato l’ultimo pacchetto di questa leccornia esplosiva in un bar vicino a casa, in un tardo pomeriggio invernale, poco prima di giocare per la prima volta a Double Dragon 2 (quando nei bar si trovavano ancora i videogiochi e non solo videopoker).

Facendo un salto temporale, sono poi arrivato al 2009… quattro lontani anni fa….

C’era molto freddo quell’anno, aveva nevicato parecchio. Parlavamo di posta e Microsoft e di tante altre cose.

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News

Vent’anni di Doom

Doom cover artScrivo giusto linkare l’intervista a Carmack su Wired e per ricordarvi di andare a giocarlo. Via DosBox sarebbe la cosa migliore, così non barate usando il mouse.

Update:

E soltanto una settimana fa era anche l’anniversario di Duke Nukem II e Blake Stone!

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Cucina Foto Viaggi

Birra tedesca?

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Vaneggiamenti Viaggi

There’s no place like…

Ieri sera passeggiando per Milano, il sesto senso mi ha suggerito di girarmi e guardare quel citofono e …

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Cucina Recensioni

Less is more: La pizza di Spontini

A Milano esistono molteplici locali dove mangiare pizza (napoletana, egiziana, etc etc) ma solo un locale ha raggiunto il successo diventando un marchio tutto italiano: Spontini.

Descrizione della pizza di Spontini: alta, unta, bisunta, colante formaggio e pomodoro. Da consumarsi essenzialmente molto calda sennò diventa un mattone. Ma il segreto del successo sta tutto qua: un solo tipo di pizza, pochi ingredienti, riduzione dei costi e produzione a CANNONE. E’ il capolavoro della semplicità e del risparmio sia per il distributore, che per il cliente che si può sfamare con 5 euro di pizza.

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Se entrate in uno dei 5 locali di Milano, oltre al pienone di clienti ai tavolacci o al bancone per ritrirare il proprio trancio da asporto, troverete i pizzaioli che come in una catena di montaggio continuano a impastare, guarnire, infornare e tagliare il solito tipo di pizza.

Acqua di Milano (nel senso che sgorga dal rubinetto), farina di grano tenero macinato 00, polpa di pomodoro (di provenienza emiliana e non campana, questo sì che fa notizia), mozzarella di latte vaccino, acciughe e origano. E un filo d’olio (di soia, non extravergine) versato nella teglia, rigorosamente in alluminio martellato.

Sul “filo” d’olio avrei qualche riserbo…

Spontini in realtà era un compositore, non un pizzaiolo. La “catena” prende il nome dal primo locale in via Spontini.

Oggi ho scoperto che questo marchio si sta diffondendo grazie al franchising anche nel Regno Unito e in Giappone! Un successo tutto italiano, come Luini e Panarello, che diventa internazionale. Tra l’altro lo sapevate che Panarello ha più negozi a Milano che a Genova?

Se fate un passo ve la consiglio, anche solo per una volta.

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Cucina Internet NSFW

Cagnetti in brodo

Vi avviso, questo post è un po’ forte. Molte persone sono più suscettibili quando si parla di animali rispetto piuttosto che si parli di umani. Siamo forse l’unica specie che difende altre specie volontariamente, forse perchè abbiamo una sorta di “bussola morale” che varia a seconda delle culture.


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Il tutto nasce da una foto che girava su Facebook, attribuita ad un supermercato cinese. Pensando fosse un fotomontaggio ho fatto qualche ricerca ed ho trovato questo lungo ed a mio parere interessante articolo

Due articoli che fanno chiarezza e sfatano alcuni miti:

  • prima di tutto non si mangiano solo cani in Cina ma anche in Corea del Sud (su quello che possano arrivare a mangiare in Corea del Nord non mi spingo) principalmente per il fatto che le mucche o animali di grandi taglie non sono mai stati molto diffusi, e quindi sono sempre stati considerati un lusso.
  • non si mangia carne di cane tutti i giorni e in genere bisogna andare a mangiarla al ristorante, anche se non è considerato cibo da ricchi (ne macellano in media 2 milioni l’anno)
  • ci sono coreani che tengono cani domestici, altri che allevano cani per papparseli, altri ancora fanno entrambe le cose, senza particolari problemi morali. Alcuni vanno al ristorante col cagnetto in braccio a mangiare altri cagnetti.
  • sebbene si cerchi di regolarizzare la macellazione e la distribuzione dei cani macellati a puro fine igienico, non ci sono particolari leggi che tutelino lo stato degli animali (che vengono quindi trattati come noi trattiamo galline, oche o maiali)
  • in Corea del Sud nessuno mangia carne di cavallo e prova ribrezzo solo a pensarci

Il resto dell’articolo si dilunga sul problema etico del mangiare o meno carne. Ve lo consiglio perchè mi sembra apra tematiche importanti.

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Ad esempio pone la questione sul fatto di mangiare o meno animali che siano intelligenti o leali all’uomo. Lo sapevate che i maiali cantano ai loro piccoli per farli addormentare? E che di certo nonostante grufolino nel fango non mangiano le loro feci o quelle dei gatti?

Per quanto riguarda la lealtà, è veramente un aspetto psicologico dell’animale oppure è istinto di branco a seguire il proprio capo, ovvero colui che lo sfama e gli da protezione? E’ il cane che sceglie il padrone oppure il padrone che addomestica l’animale?

Altro mito da sfatare, la simpatia e la dolcezza delle pelose lontre:

le lontre a volte attaccano cuccioli di foca isolati dal branco, stordendole con numerosi colpi alla testa, uniti a morsi laceranti. Quando il cucciolo è abbastanza stordito iniziano a violentarlo (per quasi un’ora) finchè non muore 

 

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Cinema Foto Internet News

Something (not) good

Il film di Checco Zalone (o meglio la censura della nostra italietta continua a colpire), sembra infatti che su VKontakte girasse in streaming una copia dell’ultimo capolavoro di Medusa, al che la magistratura italiana ha adottato il solito metodo dell’oscuramento dei DNS per aggirare il problema, bloccando l’accesso ad una intera rete sociale

Per decenza non posto foto del film di Zalone, non vorrei incorrere nella censura… brrr….

Cibo e drammaticità!

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Un pulsante per tutte le occasioni: http://make-everything-ok.com/

Le foto di Isaac Cordal

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Un simpatico video con una Rude Golberg Machine al femminile

 

Comunque tornando al cinema italiano c’è qualcosa di peggio di Zalone, se pensate che Barbareschi è sovvenzionato dal MiBaC

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Rlieh

Robot Fatti in casa

Da questo simpaticisismo sito http://www.ez-robot.com/ si puo’ comprare materiale per farsi un robot in casa. Come questo simpatico video lascia sottointendere:

questo kit e’ un mindstorm per bambini grandi. Puoi usare la loro GUI per programmare il robot oppure fare le cose the right way e programmare il robot usando un linguaggio di programmazione (sono supportati C#, C++ e altri linguaggi inutili di cui nessuno sente il bisogno)

Io voglio farmi il robot che mi gira per casa, mi controlla la temperatura, mi accende la lavastoviglie e mi spaventa i vicini. I prezzi non sono economicissimi (sui 200 – 500 dollari) ma per quello che ti danno sono un affarone.

Non so voi ma io ho gia’ adocchiato questo:
http://www.ez-robot.com/Shop/AccessoriesDetails.aspx?prevCat=104&productNumber=1205

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Rlieh

Povero Crystal…

mammacrystal