Technology Hub 2018

Fiera divisa in tre macro aree:

  • Stampa 3D
  • Droni
  • Realtà Virtuale

Stampanti 3D grosse come una doccia di lusso, un drone con un diametro di due metri e la realtà virtuale per fare training industriale. C’è da dire che la fiera era molto orientata a quella che oggi viene nominata Industry 4.0

La stampa 3D non mi ha particolarmente sorpreso dal punto di vista innovativo. Tutti i vari modelli utilizzavano il principio della fusione dei filamenti. Finalmente sono arrivati alcuni brand cinesi per abbassare i prezzi (ma siamo ancora sui 4-500 euro a pezzo).

La cosa che mi ha stupito di piu’ è stata la realtà virtuale. Sarà che non utilizzavo un caschetto VR da piu’ di 15 anni ma devo dire che l’esperienza era molto “immersiva”. Nel caso il sistema simulava un training per il montaggio (con relativo unboxing) di una stampante di grosse dimensioni.

 

SFV Arcade Edition, Overwatch e Fortnite

Uno dei motivi per cui avevo sostituito il laptop con uno piu’ “capace” è stata la curiosità di giocare ad Overwatch. Con il successo di Fortnite ho deciso di metterli un po’ a confronto.

Mentre il primo vanta il character design dei personaggi della Blizzard a-la-War Craft/Star Craft, molto arcade diciamo, la Epic ha optato per un qualcosa di piu’ generico in stile ai suoi Unreal Tournament.

Sono shootemup entrambi, il primo un capture the flag il secondo un Left4Dead + Minecraft che, complici i social e un porting mobile, sta avendo un successo pazzesco.

I giocatori attuali di Fortnite sono piu’ di 45 milioni (dati di Marzo 2018) Essendosi cosi diffuso tra i giovani e i giovanissimi (cosa che posso testimoniare, appena collegatomi sentivo dei bambini parlare) ha creato non pochi problemi nelle scuole (perchè i ragazzini naturalmente passano il tempo a fraggarsi durante le lezioni).

Per quanto riguarda SFV, posso dire che è un gioco che ha dato soddisfazioni crescenti nel tempo. La prima versione vanilla mancava addirittura di uno story mode decente, col tempo (due anni e piu’) la Capcom ha aggiunto personaggi nuovi e vecchi ma soprattutto per festeggiare il trentennale ha apportato un restyling della stessa interfaccia, aggiungendo qualche modalità di gioco molto sentita (come il bonus stage).

 

 

Atomic Design

In principio era lo stile in linea (inline style) e l’uso dei tag table tr td  per avere un qualche forma rettangolare con dimensioni prefissate… Poi arrivarono i fogli di stile ovvero i CSS.

Poi una terza generazione di CSS con supporto di media query per diversi dispositivi, poi i preprocessori
LESS, SASS, SCSS e poi Bem, Styled Components … e poi tanta tanta entropia
Per fortuna nel tempo il design si è astratto ad un livello tale da poter fare lavorare grafici (UX, UI designer e tutto il mondo creativo) parallelamente ai sviluppatori, utilizzando per quanto possibile una base comune materiali.
Nel marasma e nella entropia di device, punti di vista e contesti diversi si è arrivato ad avere per lo stesso brand varie versioni grafiche dello stesso prodotto.
Aziende come Spotify in particolare o General Electrics analizzando questo caos decisero di applicare ordine e rimuovere ogni contrasto visivo. 
Nel caso di GE, non era piu’ tollerabile che 40000 sviluppatori applicassero idee personali alla UI.
Da qui altri famosi brand come AirBnb , Google, Microsoft etc etc  (su StyleGuides ne trovate quasi 300) hanno deciso di pubblicare i loro sistemi sia per attirare interesse sia per farsi pubblicità
Ma come partire per creare un design system da zero? Ovvero definire una volta per tutte come è fatto un bottone, un bordino un effetto, un colore etc etc.
Atomic Design ci viene in soccorso proponendo alcune idee interessanti
  • Atomi (form, etichette, bottoni etc etc)
  • Molecole (un box di ricerca per esempio, diciamo una web component per essere moderni)
  • Organismi (l’header o il footer di una pagina)
  • Modelli (insiemi di box all’interno di un contesto)
  • Pagine (una rappresentazione reale di un modello, con contenuti reali)
Applicare questo pattern all’inizio è sicuramente dispendioso ma a regime si ha una gestione capillare di ogni singolo elemento. Non solo, all’interno di uno o piu’ team si arriva a parlare un linguaggio “comune” tra sviluppatori (frontend dev) e grafici (ux/ui designer)

Once upon a time Ebay

Intenzionato a volere vendere un oggetto online oggi dopo parecchio tempo ho provato ad accedere al mio account di Ebay.

Il parecchio tempo sembra quantificarsi in ben 6 anni, ultima data relativa alle solite newsletter che arrivano periodicamente.

Una sorta di panico-paura mi assale: mi hanno scardinato l’account? Tutte le mie informazioni si sono perse nell’etere?

Prima di contattare il supporto provo tramite PayPal (ora di Ebay) a resettare la password.

Mi si presenta questo bizzarro e praticamente inutile messaggio:

ebay_deleted

Contattando il supporto scopro che l’account mi era stato cancellato per inutilizzo. Con una singola email di avviso, tra l’altro poco esplicativa, mi era stata notificata la cosa.

Mi sono stupito di due fatti:

  • come le abitudini cambino col tempo e con i nuovi mezzi disponibili (una volta ebay lo monitoravo costantemente, ma poi venne Amazon…)
  • gli ultimi 6 anni mi sono passati mooooolto velocemente

Dalle rune ai pulsanti

Il concetto di “glifo” nella scrittura e nella stampa ha subito innumerevoli evoluzioni nei secoli. Buffo è come un “carattere” o un font(face) si possano utilizzare con un intrigante artifizio a fini grafici nel web.

Glyphicon o FontAwesome associano una icona al codice di un carattere Unicode. Il tutto è utilizzabile con una regola css in modo da associare tale icona ad un elemento di una pagina Web

Per esempio

Batteria a metà, fa-battery-half , Unicode f242

Associandolo ad una classe css e ad un elemento

<i class="fa fa-battery-half" aria-hidden="true"></i>

Tale elemento “vuoto” viene visualizzato a video con la icona della batteria a metà.

  • Ora essendo in realtà un carattere e non una immagine questo implica che potete:
    aumentare la dimensione dell’icona senza problemi, nota bene l’immagine associata è di
    solito una vettoriale quindi non c’è alcun problema nello scaling
  • sono ottime in ambito responsive per il motivo sopracitato
  • essendo un font potete colorarlo come volete
  • essendo associato ad un regola css sono facilmente sostituibili, interscambiabili con altre librerie e manutenibili
  • sono sovrapponibili per realizzare una icona completamente nuova (questa è secondo me una delle cose piu’ cool)

http://fontawesome.io/examples/#stacked

Dove andremo a finire quest’anno?

Il 2017 è stato l’anno di Bitcoin e di tutto lo strascico di cryptocurrency che si è portato dietro:

  • l’anno di un ritorno al vintage anni ’90 (ieri ho visto un bundle Sega Megadrive da Mediaworld che come direbbe Prophecy mi ha commosso)
  • l’anno della diffusione radicale di quelli che una volta venivano detti banalmente cina-fonini
  • un po’ di interesse è stato riversato e riservato al VR, compresi dei buffi pc-zainetto protonico (non-incrociate-i-cavi) e anche dei droni, di cui iniziano a spuntare alcuni negozi “reali”
  • è stato l’anno dell’ottavo capitolo di Guerre Stellari, saga che va avanti da 40 anni (quasi quanto i miei)
  • è anche stato l’anno del sequel di Blade Runner
  • certo poi abbiamo i televisori 4K curvi e le telecamere di sicurezza che magari registrano su nastro analogico
  • le macchine elettriche che si ricaricano con un generatore alimentato a diesel
  • le auto che si guidano da sole e fanno anche gli incidenti in tutta libertà

Ma insomma dove sono le macchine volanti di Ritorno al Futuro? Si, figuriamoci già sono pericolosi i droni, pensate una De Lorean sopra la testa…

Dove sono gli alieni che la Nasa cerca da tanto tempo? Siamo sicuri di volerli incontrare veramente? Non è che facciamo la fine dei nativi americani?

Che cosa ci sta dando di veramente “valido” la tecnologia oggi? Beh qualcosa c’è: gli smartwatch misurano i nostri bioritmi e ci dicono come dormiamo. Magari in futuro ci diranno anche tasso alcolemico, glicemia e quali cibi evitare. Oppure ne inventeranno uno per gli animali domestici in modo che ci comunichino con esattezza il loro stato psico-fisico.

Sarebbe anche bello non essere bombardati da spam mirato dopo che cerchi un modello di pc su Amazon o almeno che sparissero dopo che ne ho acquistato uno…

Sarebbe bello non ricevere telefonate da call center noiosi ogni santo e non santo giorno tanto per cominciare

 

R’lieh +1

Arriva Settembre e so che è il momento, il compleanno di R’lieh. Non sono passato di qua spesso nei mesi estivi, ma con l’occhio attento ho contato ben 24 post dal mio ultimo mugugnare un anno fa.

Intanto le stelle hanno piroettato il giusto, inclusa una di quelle eclissi che capitano ogni 18 anni. Nota: la prossima sarà visibile in Giappone. L’Ing è sbarcato a Malta e poi li ha lasciati alla loro lingua inospitale e cibo triste. Il tipico numero di matrimoni e pargoli ha punteggiato le stagioni, a ricordarci che per quanto nerd siamo sempre esseri umani.

Facebook ha mangiato ancora un po’ del mondo, che nel frattempo ha inventato m tecnologie inutili ed n che cambieranno tutto, ma da domani. Entrambe hanno fatto valanghe di soldi.

Per complicarmi la vita scrivo questo con il client di WordPress per iOS. Così mi godo la tastierina a schermo ed il dover riscrivere “pi-ro-et-ta-re” tre volte per convincere l’autocomplete. Ma autocomplete si completa subito.

Settembre dicevo, le foglie cadono ed alla sera c’è odore di Minecraft. Buon compleanno, R’lieh.